Laboratorio Zeta 10: in attesa delle elezioni

Ad Atene come in tutta la Grecia l’attesa della scadenza elettorale del 6 maggio è scandita dall’incertezza. Incertezza sull’esito, senza dubbio, ma anche e soprattutto sulla reale incidenza che la tornata elettorale, quale che sia il risultato finale, potrà determinare sulla situazione del paese. Ciò che sembra invece evidente a tutti è come il voto del 6 maggio, lungi dal somigliare alle precedenti elezioni, sarà un vero e proprio referendum sulle misure di austerità e per certi versi indicherà l’atteggiamento dei greci rispetto all’Europa e alla permanenza del paese nell’unione.

I sondaggi confermano l’altissima probabilità che l’Alba d’Oro, partito di ispirazione neonazista, entri in parlamento superando la soglia di sbarramento del 3%. Allo stesso tempo non risulta cambiata la situazione di Pasok e Nea Dimokratia, i due partiti che storicamente hanno incarnato il bipolarismo, dati in caduta libera e per i quali non si può escludere la necessità, una volta usciti dalle urne, di dover trovare un intesa per formare un governo trasversale che porti avanti le misure imposte dalle istituzioni transnazionali.

E’ notizia di questi giorni la pubblicazione sul web di un lavoro di documentazione video che prende il nome di Catastroika e mette in risalto le analogie tra quanto sta avvenendo in Grecia, soprattutto sul fronte delle privatizzazioni, e quanto accaduto in altri paesi dall’economia sviluppata in giro per il mondo dopo l’intervento del FMI e le privatizzazioni che questo porta con sè. Ne emerge un ritratto impietoso dell’operato del FMI e un’indicazione stringente alla Grecia, che dovrebbe sottrarsi in qualche modo al programma di “salvataggio” impostole.

Leonidas Vatikiotis, intervistato da Margherita Dean per noi, sottolinea l’enorme analogia tra la commissione istituita nel giugno del 2011 per vendere beni ed aziende pubbliche greche con quella analoga che si occupò della messa sul mercato dei beni statali della ex Repubblica Democratica Tedesca. “Quest’agenzia si rivelò un ricettacolo di corruzione senza precedenti”, specifica Vatikiotis, che continua, “le privatizzazioni cui abbiamo assistito non hanno mai risolto il problema del debito pubblico, non hanno mai creato occupazione, non hanno generato trasparenza e migliore efficienza dei servizi, non hanno creato meritocrazia.”

La commissione ELE, fondata nel marzo del 2011, si propone di analizzare il debito greco, secondo un processo di revisione contabile informata, che possa distinguere le differenti modalità con cui questo debito è stato prodotto, in modo che i greci possano sapere quanto devono, a chi, da quando, e per cosa. Allo scopo di fornire un servizio il più possibile esaustivo, la commissione ha chiesto alle autorità elleniche di avere accesso a tutti i dati in possesso del governo, che però non ha dato seguito alla richiesta. A comporre la commissione sono economisti, giuristi e storici,  greci e non, che si sono posti sotto la “tutela” dei movimenti sociali. Il lavoro della commissione, nelle stesse intenzioni di quanti la compongono,vuole rappresentare un materiale di lavoro utile a un futuro governo che volesse mettere in discussione l’attuale gestione del debito greco e il suo totale e indiscriminato risarcimento. I primi risultati della commissione, che lavora nella totale indifferenza dei media televisivi, silenzio rotto solo da alcuni settori della carta stampata vicini alla sinistra, dovrebbero essere resi pubblici in giugno.

Parallelamente giungono i moniti del governatore della banca centrale greca, George Provopoulos, che insiste sulla necessità che a prescindere dal risultato elettorale vengano portati avanti i piani di “risanamento” intrapresi.  La sua voce non giunge certo isolata, le fanno eco quelle dei rappresentanti delle istituzioni comunitarie, come anche quelle del FMI e, internamente, delle elite economiche greche.

Sembrano quanto mai esplicative le parole di Naomi Klein che nell’intervista rilasciata per Catastroika dichiara che “ci sono molti modi per raccontare a storia del liberismo e uno di questi è senz’altro la guerra costante alla democrazia, fino a lasciare quest’ultima incapace di risollevarsi e modificare le regole dell’economia.”

In collegamento da Atene:

-Margherita Dean, collaboratrice di Radio Popolare e di E Il Mensile

All’interno della trasmissione:

-Intervista a Leonidas Vatikiotis, economista e consulente per Catastroika.

-Contributo di Naomi Klein tratto da “Catastroika”

In redazione:

Andrea Cocco e Ciro Colonna

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