Dalla Russia al Guatemala: tutti a Roma contro l’ENEL

In Cile vuole portare avanti la costruzione di 5 mega dighe in una delle zone più incontaminate del continente latino americano, la Patagonia. In Guatemala ha realizzato un impianto idroelettrico senza prima consultare la comunità locale. In Colombia si prepara a inondare 8.500 ettari di terra nonostante indagini e accertamenti legali in corso e la crescente opposizione delle instituzioni locali. E poi ci sono i piani nucleari che prevedono centrali in Russia, Romania e Slovacchia. Diventata negli ultimi anni una delle maggiori multinazionali energetiche europee, la seconda per produzione, ENEL si sta facendo strada anche tra le società che, a livello globale, provocano maggiori impatti sociali e ambientali. Il 30 aprile i rappresentanti delle comunità locali impattate da ENEL, si sono dati appuntamento a Roma per denunciare i rischi e le conseguenze dei progetti della multinazionale italiana . Vengono da Russia, Guatemala, Cile, Colombia, Albania, Romania e poi dai comitati di Civitavecchia e del Monte Amiata. La società civile in lotta contro i progetti Enel ha convocato un sit in davanti alla sede della società e in occasione dell’assemblea degli azionisti. Insieme daranno anche vita alla campagna “Stop ENEL per un nuovo modello di sviluppo”.

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