Laboratorio Zeta: grecia al voto con la paura del migrante

Mancano meno di 15 giorni al voto e in Grecia si respira un clima surreale. Pasok e Nuova Democrazia, i due partiti  rispettivamente di centro sinistra e centro destra al potere, disertano i comizi in piazza e preferiscono affidarsi ai dibattiti televisivi temendo le contestazioni. Considerato cruciale, l’appuntamento elettorale del 6 maggio si è trasformato in una sorta di referendum a favore o contro le misure imposte dalla troika e attraverso il memorandum. Sul fronte del sì, Pasok e Nuova Democrazia sono più isolati che mai e, consapevoli del drastico calo di consensi, negoziano sottobanco per l’eventuale formazione di un nuovo governo di coalizione. Sul fronte del no lo schieramento è trasversale e comprende partiti di destra e di sinistra. Stando agli ultimi sondaggi sono proprio i partiti a sinistra del Pasok ad avere la maggiore possibilità di giocare un ruolo fondamentale nel prossimo parlamento. Il 26 per cento degli elettori ha dichiarato che sarebbe favorevole ad una coalizione che comprenda il Partito comunista, la coalizione della sinistra radicale del Syriza e il partito della Sinistra Democratica. Ma i tentativi di trovare un accordo tra le 3 forze, che insieme potrebbero arrivare ad oltre il 35 per cento dei voti, sono fino ad ora falliti.
Nel frattempo il tema della sicurezza e dell’immigrazione tornano a dominare il dibattito politico a fianco alle questioni economiche. Dagli schermi televisivi Pasok e Nuova Democrazia si sfidano a colpi di promesse e dichiarazioni ad effetto. Antonis Samaras, leader di Nuova Democrazia, ha recentemente fatto sapere di volere “bonificare le città greche prese d’assalto dai clandestini” e ha proposto la modifica in senso restrittivo della legge che permette agli stranieri di acquisire la cittadinanza greca. Il Pasok dal canto suo è in prima linea sui progetti per aprire 30 nuovi centri di detenzione per migranti e per realizzare un muro di separazione nella regione di Evros, al confine con la Turchia. I lavori del muro, lungo 12,5 km , sono già iniziati e si stima costeranno almeno 7,3 milioni di euro al governo.

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