Prove tecniche di unione tra i lavoratori

Nelle scorse settimane la nostra agenzia ha a più riprese seguito la vicenda dello stabilimento RSI di Roma, i cui lavoratori sono stati posti in cassa integrazione nonostante la produttività dell’azienda presso la quale lavoravano. L’azienda, specializzata nella manutenzione di vetture ferroviarie, ha deciso di chiudere i battenti benchè le commesse non mancassero. Sotto questa strategia, apparentemente incomprensibile, i lavoratori individuano la volontà della proprietà di destinare il perimetro su cui insistono gli stabilimenti a speculazioni edilizie, favorite dalla vicinanza alla Stazione Tiburtina recentemente ristrutturata, e favorite dall’amministrazione comunale che non ha esitato a trovare accordi per cambiare la destinazione d’uso dell’area.

La “rivalutazione” di Casal Bertone è tema in discussione da anni e preoccupa non poco le reti sociali che lavorano da anni sul quartiere. L’accelerazione che questo processo e le mire dei costruttori e delle amministrazioni a loro vicine, si sono fatte progressivamente più concrete e aggressive. Dopo la RSI infatti sul territorio di Casal Bertone sono entrate in crisi con modalità simili altre due aziende, la Sirti e il Call center Trenitalia.

La mattina del 20 aprile queste tre realtà, a partire da una comune analisi sulle dinamiche che determinano la chiusura delle attività produttive sul territorio di Casal Bertone, hanno dato vita a un corteo spontaneo per via di Portonaccio  fino alla stazione Tiburtina. Dopo la dimostrazione i lavoratori delle tre strutture si sono riuniti in assemblea nella sede occupata della RSI per decidere i prossimi passaggi del percorso intrapreso. Probabilmente un’ulteriore occasione di mobilitazione si darà già nel pomeriggio, quando il sindaco Alemanno e i vertici di Trenitalia saranno a Casal Bertone per inaugurare il nuovo tratto della tangenziale est.

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