Passpartù 25: Quale emergenza?

Un anno fa, a seguito del conflitto libico e delle primavere arabe, il nostro governo ha dato inizio al cosiddetto progetto “emergenza Nord Africa”. In nome dell’emergenza, decine di campi e strutture per migranti furono aperti con ordinanze speciali. Molti di questi centri oggi sono ancora aperti e ospitano le stesse persone arrivate un anno fa, in attesa di un permesso di soggiorno e di un’occupazione. In questa puntata di Passpartù andiamo a vedere qual’è lo stato dell’accoglienza in Italia attualmente e come il nostro Paese si sta preparando ad accogliere le persone che stanno arrivando in questi giorni.

Era il febbraio del 2011 quando l’allora governo Berlusconi firmava un’ordinanza che dava pieno potere alla Protezione civile di intervento nella gestione degli sbarchi e nel reperimento degli alloggi per i migranti, un progetto denominato “emergenza Nord Africa”, che fece seguito agli arrivi sulle coste italiane dei migranti provenienti dalla Libia in conflitto e dalla Tunisia della post-rivoluzione. Grazie a ordinanze straordinarie, si trasformarono hotel, baite di montagna, campi militari in centri di accoglienza per migranti e tre nuovi centri di identificazione ed espulsione – questa volta bollati con il nuovo acronimo di Ciet (centri di identificazione ed espulsione temporanea) – furono aperti in Sicilia, Basilicata e Campania. Queste tre strutture furono chiuse alla fine dell’estate del 2011, ma a gennaio di quest’anno il governo Monti ha stanziato 18 milioni di euro per la messa a nuovo e la riapertura di due di loro: quella di Santa Maria Capua Vetere, in Campania, e quella di Palazzo San Gervasio, in Basilicata. La storia del Ciet di Palazzo San Gervasio è particolare: bene confiscato alla mafia e assegnato al Comune, che negli anni passati lo aveva utilizzato come centro di accoglienza per i braccianti stagionali,  lo stabile nella primavera dell’anno scorso  è stato preso in gestione dallo Stato, che lo ha trasformato in un centro di trattenimento, oggi pronto ad essere ristrutturato e riaperto.
Se sotto il nome dell’emergenza lo scorso anno ci si è affrettati ad aprire decine di strutture su tutto il territorio italiano, oggi a buon diritto possiamo affermare che siamo di fronte a un’altra emergenza: si tratta delle decine di migliaia di persone che da un nno si trovano all’interno di questi centri, la cui situazione è rimasta invariata rispetto al giorno del loro arrivo. Non sono stati inseriti in nessun progetto o percorso lavorativo, non hanno un permesso di soggiorno, non sanno per quanto tempo ancora dovranno rimanere nei centri.

Nella scorsa puntata di Passpartù avevamo raccontato la storia di una barca, partita da Tripoli nella notte tra il 26 e il 27 marzo del 2011. L’imbarcazione aveva iniziato ad avere problemi poco tempo dopo la sua partenza e i passeggeri avevano lanciato più volte l’allarme, una nave miliare ancora non identificata si avvicinò e diede loro dell’acqua, poi non arrivò più nessuno. La barca rimase in balia delle onde per due settimane e dei settantadue passeggeri che erano a bordo dello scafo, sessantatre morirono, tra cui due bambini. Su questa tragica vicenda un cappello internazionale di associazioni sta cercando di fare luce, chiedendo a tutte le autorità e le forze militari che erano presenti in quel tratto di mare in quei giorni di fornire informazioni dettagliate sui loro spostamenti. La scorsa settimana avevamo parlato con Human Rights Watch, tra le realtà che se ne stanno occupando, in questa puntata invece andiamo in Francia, dove da pochi giorni il Gisti, Gruppo di informazione e sostegno per gli immigrati, ha denunciato l’armata francese al procuratore della Repubblica. “Abbiamo intentato causa contro ignoti ma in realtà nel nostro mirino ci sono le autorità francesi e in particolare le forze armate” ha dichiarato ai nostri microfoni Stephane Maugendre, presidente del Gisti “perché non hanno risposto a due chiamate di emergenza nonostante fossero a conoscenza della posizione esatta della barca dei migranti nel Mediterraneo”.

Ospiti della puntata: Stephane Maugendre, Fulvio Vassallo Paleologo, Gervasio Ungolo

In redazione: Andrea Cocco

Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati e Elise Melot

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