Scomparsi tunisini: manifestazioni a Roma e Tunisi

Scendono nuovamente in piazza i comitati dei familiari dei dispersi tunisini, per protestare contro l’assordante silenzio delle istituzioni sulla scomparsa di almeno 236 persone partite dalla Tunisia alla volta dell’Italia nel marzo-aprile del 2011. Il 30 marzo davanti all’ambasciata tunisina in Italia una cinquantina di attivisti hanno organizzato un sit in, senza riuscire però ad ottenre un incontro con rappresentanti dell’ambasciata. Contemporaneamente si manifestava anche a Tunisi dove sono state centinaia le persone che si sono riunite di fronte all’ambasciata italiana e dove una delegazione sarebbe stata accolta. “E’ passato oltre un anno e non sono riusciti a dirci nulla dei nostri ragazzi” ricorda Imed Soltani, uno dei familiari giunti in Italia per tentare di fare luce sui desaparecidos tunisini. “La colpa” sottolinea Imed ” è di entrambi: del governo tunisino e del governo italiano”. “Tunisi e Roma” incalza Federica Sossi del collettivo venticinque undici “non ci danno risposte” ma le tante domande che emergono da questa vicenda vanno al di là dei singole persone di cui non si hanno più notizie. “Vogliamo sapere cosa è successo nel Mar Mediterraneo in tutti que mesi (a partire dal gennaio del 2011). Ieri il Consiglio d’Europa ha condannato l’Italia sulla vicenda dell’imbarcazione proveniente dalla Libia, vista da tutti, ma non soccorsa. Le madri tunisine”, prosegue,  ” vogliono sapere dove sono i loro figli, ma vogliono anche, e noi con loro, che non esistano più leggi in Tunisia per cui emigrare è un reato e leggi sull’immigrazione come quelle attuali in Italia e in Europa”. Contemporaneamente a quella di Tunisi e a quella di Roma, un’altra manifestazione si è svolta a Napoli, davanti al consolato, mentre nel pomeriggio una nuova iniziativa è prevista a Gibellina, in Sicilia, dove verrà inaugurata un’esposizione che raccoglie le voci e le testimonianze dei parenti degli scomparsi.

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