L’Alchimista 23: la chimera delle esportazioni

In questi giorni è stata messa a punto la riforma del mercato del lavoro. Secondo quanto asserito dal governo questa riforma dovrebbe allineare l’Italia ai parametri europei per quanto riguarda la flessibilità in uscita dei lavoratori ed eliminare alcune eccessive garanzie che paralizzerebbero il nostro sistema produttivo e scoraggiano gli investitori. “In realtà”, commenta Andrea Baranes, “il mercato del lavoro in Italia non è affatto più rigido che in altri paesi. Quello che sta accadendo è che stiamo inseguendo il modello tedesco, che consiste nella forte capacità di esportare attraverso la compressione dei salari”.

Se è infatti vero che i salari tedeschi son0 tra i più alti in Europa, bisogna anche dire che dall’entrata in vigore dell’Euro sono quelli che sono cresciuti meno. “La differenza con gli altri paesi risulta ancora favorevole ai lavoratori tedeschi”, continua Baranes, “è da ricondursi al fatto che l’inflazione in Germania è molto più contenuta che altrove, il chè ha fatto sì che il potere d’acquisto di un lavoratore tedesco sia rimasto pressochè invariato. Ma se guardiamo alla crescita dei salari sono cresciuti molto di più in Italia e in altri paesi che non in Germania”.

La rincorsa delle esportazioni sembra essere un obiettivo condiviso da molti governi europei. Tenendo però in considerazione che la Germania esporta principalmente verso paesi dell’Unione (gli stessi debiti contratti dai cittadini greci sono stati in gran parte a favore dell’acquisto di prodotti tedeschi) e che se tutti i paesi avranno come obiettivo quello di esportare di più, bisognerà poi capire in quali mercati farlo. “In un saldo”, conclude Baranes, “che non potrà comunque mai essere pari, se qualcuno vende qualcuno deve comprare, e indebitarsi per farlo”.

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