‘NdrangheTAV, un filo rosso che lega tutte le grandi opere italiane

Negli ultimi anni è stata progressivamente sfatata la convinzione diffusa secondo cui è solo il meridione del nostro paese ad essere interessato dai fenomeni mafiosi e di malavita organizzata. Nonostante molte voci, anche istituzionali, si neghino a riconoscere questa realtà, ci sono molti settori che sono sostanzialmente in mano alla malavita organizzata. Uno di questi, quasi superfluo sottolinearlo, è l’edilizia, soprattutto quella industriale e quindi legata alle grandi opere di commissione pubblica. Naturalmente non è solo una questione di denaro – anche se si parla di cifre astronomiche che nulla hanno da invidiare all’ammontare di una legge finanziaria – ma di potere. Appalti significa contatti politici, rapporti con le istituzioni, controllo dei territori.
“Non si tratta di un’emergenza ma di una presenza consolidata”, commenta Giovanni Tizian ai nostri microfoni, “dove organizzazioni assumono sempre più l’aspetto di consigli di amministrazione. Le organizzazioni criminali hanno fatto la loro comparsa nel nord del paese fin dagli anni settanta. Presenza che si è andata poi consolidando, attraverso una miriade di aziende controllate, particolarmente attive nel settore dell’edilizia, ma anche dei trasporti e del facchinaggio, del gioco d’azzardo legale.”
Le principali conseguenze sono riscontrabili nella scarsa qualità dei manufatti, nel mancato rispetto dei diritti e delle norme di sicurezza dei lavoratori, nell’inquinamento e deturpazione del territorio. La questione, da problema di ordine pubblico, si trasla quindi sul piano economico, sulla stessa struttura economica di interi settori produttivi nel nostro paese.
“Nessuna delle grandi opere in costruzione o solo in progetto sono al riparo da infiltrazioni mafiose in Italia. Queste infiltrazioni si fondano principalmente sui bassissimi prezzi che le cosche sono in grado di offrire grazie al mancato rispetto delle normative. Ma naturalmente gli appalti non si assegnano da soli, veng0n0 assegnati piuttosto per via politica. Impossibile quindi parlare di mafia nell’economia legale senza entrare nel campo delle collusioni politiche con le reatlà mafiose”, continua Tizian.
Ovviamente anche la costruzione della TAV Torino Lione è sottoposta a queste stesse logiche. Il rischio che l’opera diventi l’ennesima manna per le organizzazioni criminali che controlla no le ditte di movimento terra e di edilizia industriale, in un territorio in cui la presenza della ‘ndrangheta è consolidata e dimostrata, è altissimo.
Giovanni Tizian il 27 marzo alle 19.30 sarà alla città dell’utopia a Roma per discutere proprio di questi temi, nell’ambito dell’iniziativa Ndranghetav, un filo rosso che lega tutte le grandi opere italiane .
Giovanni Tizian, giornalista e autore del libro Gotica. ‘Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea, ed. Round Robin. Per la sua attività di inchiesta Giovanni Tizian ha subito pesanti minacce, tanto che da mesi vive sotto scorta. E’ in corso anche una campagna in sua difesa, in difesa della libera informazione. Potrete trovare tutte le informazioni relative alla campagna sul sito iomichiamogiovannitizian.org
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