La commissione lavoro della provincia di Roma si riunisce presso la RSI occupata

Si è tenuta nella mattinata del 15 marzo dentro i locali mensa dello stabilimento RSI, una riunione straordinaria della commissione lavoro della Provincia di Roma. Lo stabilimento è occupato dal 20 febbraio dai lavoratori che oltre a denunciare il mancato pagamento della cassa integrazione, mettono l’accento sulla mancanza di un piano industriale serio e sull’intenzione della Barletta srl, proprietaria dell’azienda, di dismettere il sito produttivo in virtù di una speculazione immobiliare. Sullo sfondo la costruzione della nuova stazione Tiburtina e lo stravolgimento del quartiere di Casal Bertone.

Presenti all’incontro, oltre ai lavoratori dello stabilimento e alle reti sociali che li sostengono, i rappresentanti sindacai delle diverse sigle di categoria, i presidenti dei municipi III, V e VI, i consiglieri provinciali Peciola e Miccoli e il consigliere comunale Alzetta.

Dure prese di posizione da parte dei referenti istituzionali rispetto alla situazione dei lavoratori RSI. Il primo piano da aggredire è quello del reddito di questi lavoratori, sospeso illegittimamente da ben 9 mesi. Poi bisogna rivalutare l’intero progetto sull’area di Casal Bertone, rivisitando gli accordi di programma tra comune e Trenitalia, ma anche il cambio di destinazione d’uso già accordato sull’area dove insiste la RSI. Il cambio di destinazione d’uso sarebbe infatti improponibile perchè il Piano Casa, cui questa operazione fa riferimento, esclude di poter intervenire su aree di interesse strategico e produttivo. In generale, questo in sintesi il piano di ragionamento comune a tutte le realtà presenti, bisogna interrogarsi sul perchè la nuova stazione Tiburtina non rappresenti un fattore di crescita per il territorio ma solo un’opportunità di speculazione e rendita da parte dei proprietari dei terreni e dei costruttori.

L’impegno comune è a produrre un documento comune che veda la firma delle istituzioni presenti, provincia, municipi e comune (nella figura del consigliere Alzetta), per porre in maniera inequivocabile il problema in sede di consiglio comunale.

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