Marsiglia: la polizia blinda il forum delle multinazionali dell’acqua

Imponente dispiegamento di forze dell’ordine a Marsiglia in occasione del Forum Mondiale dell’Acqua, appuntamento che come ogni 3 anni riunisce le principali società private dell’acqua e le lobby a favore della privatizzazione delle risorse idriche. La polizia francese ha fermato una quarantina di attivisti e giornalisti che si trovavano fuori dalla sede del Forum impedendo lo svolgimento di una manifestazione organizzata in occasione della sua apertura. Un atto intimidatorio secondo gli attivisti giunti a Marsiglia da diversi paesi europei per partecipare al Forum Alternativo dell’Acqua il cui inizio è previsto per mercoledì. Gli attivisti sono stati circondati dalle forze dell’ordine e tenuti per 2 ore in stato di fermo. In mattinata altre 10 persone erano state fermate dalla polizia e portate al commissariato di Evreche per poi essere rilasciate senza alcuna spiegazione, alcune ore dopo. Tra di loro alcuni giornalisti freelance accreditati al Forum e portati via dall’edificio prima dell’inizio della conferenza stampa di apertura. “Le azioni intraprese questa mattina dalle forze dell’ordine” si legge in un comunicato del Forum italiano per i movimenti per l’acqua “rappresentano un gravissimo atto intimidatorio pensato per scoraggiare la partecipazione al Forum Alternativo”. Le multinazionali dell’acqua, e in particolare le società francesi che hanno ruolo di primo piano nel settore, si trovano del resto in una fase particolarmente delicata. Dopo la vittoria dei sì al referndum in Italia e le mobilitazioni in diverse altre parti del mondo, le società private stanno serrando le fila per evitare di perdere terreno. Tra le prime contromosse studuiate per arginare gli effetti dei movimenti, quello di adottare strategie comunicative simili a quelle usate dai movimenti per l’acqua pubblica. A Marsiglia racconta Francesca Caprini dell’associazione Yaku, le imprese che partecipano al Forum ufficiale parlano di bene comune, di diritti umani e per aprire l’evento hanno organizzato un carnevale dell’acqua coinvolgendo i bambini delle scuole. “E’ evidente che hanno paura” commenta Francesca Caprini “perché sanno che  la consapevolezza a livello globale di ciò che vuol dire la privatizzazione è difficile da contenere”.

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