L’Alchimista 20: speculare contro sè stessi

Il termine speculazione deriva dal latino specula, parola che stava a indicare le vedette, coloro cioè che guardavano lontano. Nell’accezione corrente la parola ha assunto però il significato di comprare dei prodotti scommettendo sul rialzo del prezzo. E’ ormai un meccanismo trasversale nel mondo della finanza, si può scommettere su prodotti alimentari come, lo abbiamo sottolineato a lungo nel corso degli ultimi mesi, sulla stabilità degli stati. L’acquisto di partite di prodotti, siano essi “reali” o finanziari, ha però un’influenza determinante sull’oscillazione dei prezzi degli stessi. “Nel momento in cui sul mercato vengono acquistate, ad esempio, grosse partite di oro, tradizionale bene rifugio nei periodi di incertezza economica, il prezzo del materiale sale a dismisura”, evidenzia Andrea Baranes, “immaginiamo che effetti può avere questo meccanismo se parliamo di prodotti alimentari o di titoli di stato”.

Il sistema bancario, principale attore di queste dinamiche, utilizza in gran misura il denaro dei risparmiatori per agire le proprie speculazioni. Si tratta di un paradosso di cui spesso non ci rendiamo conto, i nostri soldi sono utilizzati per portare a termine operazioni che fanno oscillare il prezzo delle materie prime di cui ci serviamo – dal cibo al carburante – senza che noi ne siamo messi al corrente, in cambio spesso di interessi bancari sui conti correnti che in nessun modo bilanciano il danno complessivo che questo sistema di investimenti determina. “Il caso del nucleare è emblematico”, sottolinea Baranes, “se nel giugno del 2011, 27 milioni di italiani hanno votato in maniera schiacciante contro lo sviluppo dell’energia nucleare, non è chiaro perchè non si interessino del fatto che i propri risparmi vengano utilizzati dalle banche per investire sul nucleare in molti paesi europei e non”.

Richiedere trasparenza rispetto all’utilizzo del proprio denaro nel momento in cui lo si affida a un istituto di credito, oltre che un diritto dovrebbe essere un dovere civico e collettivo, tenendo presente che proprio grazie alla messa a valore dei soldi di tanti piccoli risparmiatori è possibile creare le distorsioni finanziarie che stanno mettendo a repentaglio la stabilità di molti stati, la vita di milioni di cittadini e la sovranità alimentare ed energetica di gran parte dei paesi del sud del mondo. “Il primo passaggio da fare”, conclude Baranes, “è non limitarsi a firmare dove indicato dall’operatore bancario all’atto di stipulare un contratto con la banca, ma esigere un prospetto dettagliato di come i fondi messi a disposizione dell’istituto verranno utilizzati”.

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