Siria: l’opposizione non è solo il CNS

All’indomani di una nuova divisione in seno alla già frammentata opposizione al regime di Bashar al Assad abbiamo incontrato Haytam Manna, l’unico residente all’estero dei 24 membri del comitato direttivo del Coordinamento Nazionale per il Cambiamento Democratico. Durante il nostro incontro Manna ha chiarito che il Consiglio Nazionale Siriano, il raggruppamento d’opposizione che trova più spazio sui media occidentali e sulle televisioni arabe dei paesi del golfo (Al Jazeera ed Al Arabia in testa), non è l’unica forza in campo, “neanche la più rappresentativa sul terreno”. Tra le differenze dirimenti con le altre anime dell’opposizione c’è l’opinione sul possibile intervento straniero nel paese, sia esso esplicito o mascherato dietro “no fly zone” o “corridoi umanitari”, tutte formule cui il Coordinamento di Manna è contrario senza se e senza ma. Durante il suo intervento Manna ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento di tutte le 26 identità religiose e culturali presenti in Siria per costruire il futuro del paese e metterlo al riparo dal settarismo, fomentato da una parte dal regime, dall’altra da chi vorrebbe una guerra civile per indebolire Damasco e conquistare una maggior influenza regionale.

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