L’Alchimista 19: Privatizzazioni, ma chi compra?

Le privatizzazioni sono uno dei punti centrali dei programmi di risanamento economico che le entità finanziarie stanno imponendo ai governi europei. Al vaglio, oltre alla messa sul mercato dei servizi pubblici, c’è la vendita di beni mobili e immobili che storicamente appartengono agli stati o alle istituzioni pubbliche. Tra questi figura nel caso dell’Italia una fetta rilevante del patrimonio demaniale e culturale. La domanda che però sorge spontaneo porsi è: in un quadro di crisi generale chi ha il denaro per acquistare questi beni? “La risposta”, come racconta Andrea Baranes, “si articola su due direttrici fondamentali: da un lato i fondi pensione e di investimento, che utilizzano i soldi dei cittadini per acquisire beni che a questi stessi cittadini appartengono. Dall’altra il sempre maggior interesse delle potenze economiche emergenti a prendere possesso di questi beni. Si tratta per la maggior parte di fondi sovrani cinesi o indiani che progressivamente con maggior aggressività si stanno tuffando in questo affare”.

Le conseguenze di questo processo parlano da un lato della tendenza, più volte verificata, a ricercare soluzioni alla crisi negli stessi meccanismi – quelli della finanza – che la hanno determinata. Dall’altro bisogna sottolineare come l’acquisto da parte delle potenze emergenti di beni demaniali e di aziende che erogano servizi in Europa determinerà a medio-lungo termine una sostanziale e difficilmente reversibile modifica degli assetti geopolitici a livello globale.

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