Occupato lo stabilimento RSI a Roma

La mattina del 20 febbraio la quasi totalità dei 59 lavoratori della RSI di Roma ha deciso di prendere possesso dello stabilimento adiacente la stazione Tiburtina. Il motivo dell’iniziativa è la dismissione dell’attività produttiva e il fatto che da settembre i lavoratori non percepiscono quanto dovuto loro sotto forma di cassa integrazione. Lo stabilimento RSI da più di 130 anni svolge lavoro di manutenzione per conto di Ferrovie dello Stato prima, di Trenitalia poi. La chiusura dell’attività è strettamente legata alle politiche di Trenitalia, che investendo sull’alta velocità ha tagliato il servizio dei treni notte, principale commessa affidata alla RSI. “L’attuale proprietà”, spiega però Lorenzo, uno dei lavoratori coinvolti, “ha però dato fin da subito segnali scoraggianti rispetto al piano industriale per questa azienda. Non appena subentrata, la Barletta srl, ha fatto capire che non ci sarebbe stato futuro per la RSI e per i suoi dipendenti. A prescindere dalle decisioni, pur contestabili, di Trenitalia. Il motivo molto semplicemente è che quest’area, con la ristrutturazione della stazione Tiburtina, acquisirebbe un’altissimo valore commerciale se ne venisse sancito il cambio di destinazione d’uso.” I dubbi di Lorenzo trovano conferma nel fatto che il comune sarebbe effettivamente pronto a modificare la destinazione d’uso dell’area su cui insiste lo stabilimento, come anche di molte altre aree industriali nel quartiere di Casal Bertone, esposto oggi a movimenti speculativi senza precedenti. L’occupazione da parte dei lavoratori rimescola le carte in tavola, mettendo in campo ance l’ipotesi dell’autogestione del servizio. Nel pomeriggio si è tenuta una conferenza stampa alla presenza di numerosi giornalisti, di rappresentanti delle istituzioni locali e parlamentari.

Leggi il comunicato dei lavoratori RSI

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