Passpartù 17: La Tunisia chiede una nuova legge sull’immigrazione

Dal 28 gennaio sei persone sono in Sicilia con l’intenzione di visitare tutti i centri per migranti presenti sull’isola fin quando non troveranno i loro figli. Sono le mamme e i papà di alcuni dei tanti ragazzi partiti dalla Tunisia a marzo del 2011 e scomparsi nel nulla. Di questa storia avevamo già parlato sulle frequenze di Passpartù, ma in questa puntata vogliamo tornare a parlarne, perchè a quasi un anno di distanza dalla scomparsa dei ragazzi le istituzioni non hanno dato nessuna risposta ai familiari dei dispersi. In seno al governo tunisino però qualcosa si sta muovendo, soprattutto grazie alla coraggiosissima battaglia che i familiari stanno portando avanti.

Stando ai dati diffusi dalla delegazione tunisina sono 680 le famiglie che hanno visto partire i loro familiari a marzo del 2011 e da allora non ne sanno più niente. Da mesi ormai chiedono alle istituzioni tunisine e italiane di attuare un confronto tra le impronte digitali dei propri figli e quelle che sono registrate nei centri per migranti in Italia, così da poter sapere se i loro cari si trovano nel nostro Paese, ma ad oggi ancora niente è stato fatto. I sei sono venuti in Italia con l’obiettivo di colmare da soli a questo vuoto, visitando i centri per migranti della Sicilia nella speranza di ritrovare il loro familari. Dopo avere visitato diversi centri senza nessun esito positivo, hanno organizzato un lungo sit-in davanti al consolato tunisino di Palermo e uno sciopero della fame.

La campagna “Da una sponda a un’altra: vite che contano”, che sta sostenendo la delegazione dei familiari dei dispersi in Italia, è nata per amplificare le voci dei familiari, ma anche per fare pressione sulle istituzioni tunisine, italiane e europee affinchè si attui un cambiamento radicale delle politiche migratorie finora messe in atto.
Se l’Europa ancora sembra sorda agli appelli di chiede una politica migratoria che tenga in considerazione le persone e che tuteli il diritto alla libera circolazione, in Tunisia, dopo venti anni di dittatura e di silenzio, finalmente si inizia a parlare di immigrazione e la questione arriva anche sul tavolo del governo. “Grazie anche alle battaglie del collettivo delle mamme degli scomparsi, il governo ha aperto un dibattito sul tema dell’immigrazione, che speriamo porti alla stesura di una nuova legge” ha spiegato ai nostri microfoni Patrizia Mancini, che segue la campagna “Da una sponda all’altra: vite che contano” e la lotta delle mamme degli scomparsi da Tunisi.

Ospiti della puntata: Rabih e i familiari tunisini in delegazione, Federica Sossi, Melissa Mancini, Ouejdane Mejri, Patrizia Mancini

One Comment;

  1. Pingback: Dispersi | Napoli Monitor

Comments are closed.

Top