Passpartù 16: Venti anni di Albania in Italia

In occasione del centenario dell’indipendenza dell’Albania, dedichiamo questa puntata di Passpartù alla comunità albanese che vive in Italia. La storia dell’immigrazione albanese verso lo stivale è iniziata venti anni fa ed oggi esistono non solo le seconde, ma anche le terze generazioni di italiani di origine albanese, per un totale di circa mezzo milione di persone. Sociologi, giornalisti e attivisti albanesi che vivono in Italia raccontano cosa è cambiato in questi venti anni e cosa invece è rimasto uguale.

 

Ripercorrendo le tappe principali della storia dell’immigrazione albanese, non potevamo dimenticare la tragedia avvenuta quindici anni fa nel Canale di Otranto: era il venerdì santo del 1997 quando l’imbarcazione albanese Kater I Rades veniva speronata dalla Sibilla, una corvetta della Marina militare italiana, causando la morte di 108 albanesi. Di quella che forse fu la prima tragedia in mare causata dalla politica italiana di contrasto all’immigrazione oggi si parla ancora molto, la sentenza, arrivata solo il 29 giugno scorso, non ha reso giusitizia ai parenti delle vittime, assegnando tre anni al pilota albanese della nave Xhaferi e due anni al comandante Laudadio della corvetta Sibilla; non solo, il relitto della Kater I Rades, nel quale sono rimasti i corpi senza vita di circa quaranta persone, fino a poche settimane fa era rimasto a marcire in un angolo della Capitaneria di porto di Brindisi, in attesa di essere abbatuto. Il 29 gennaio però l’imbarcazione è diventata un monumento, grazie al lavoro dell’associazione Integra onlus, che si è fortemente battuta per salvare il relitto. Una lotta iniziata l’estate scorsa, come ci ha raccontato Klodiana çuka, di Integra Onlus. Restaurata dall’artista greco Costantino Varotsos, oggi la Kater I Rades è stata trasformata in un monumento dal titolo “Approdo – opera all’umanità migrante”.  Durante l’inaugurazione però i parenti delle vittime si sono però rifiutati di togliere il velo che copriva l’opera. “Non vogliono che la tragedia venga dimenticata e che il monumento sia solo un pretesto per metterli a tacere” ha spiegato ai nostri microfoni Kety Biçoku, giornalista di Bota Shqiptare, che ha seguito la vicenda sin dall’inizio.

Inizieranno l’11 febbraio a Roma i festeggiamenti per il centenario dell’indipendenza albanese, un evento importante anche qui in Italia, dal momento che da noi vivono moltissime persone di origine albanese. Con le sue cinquecentomila persone, la comunità albanese costituisce la seconda comunità di stranieri più numerosa del nostro paese. Non solo, gli albanesi sono stati anche i pionieri dell’immigrazione in Italia, i primi infatti sono arrivati oltre venti anni fa, quando di immigrazione si parlava ancora molto poco. Secondo il sociologo Rando Devole, autore del saggio “L’immigrazione albanese in Italia” e collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso, nonostante sia passato molto tempo i pregiudizi nei confronti degli albanesi sono duri a morire, anche se le nostre università e il l nostro panorama culturale e artistico è arricchito da molte persone di origine albanese.

Ospiti della puntata: Klodiana çuka, Kety Biçoku, Rando Devole
In redazione: Elise Melot

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