Passpartù 15: Scrivere in Italia

In questi giorni il Senegal è scosso da una serie di proteste contro la decisione della Corte Costituzionale di permettere all’attuale presidente Abdoulaye Wade di candidarsi per il terzo mandato, le manifestazioni sono ben presto degenerate in scontri e per ora il bilancio è di due morti e decine di feriti. La comunità senegalese è la più popolosa comunità dell’Africa occidentale che vive nel nostro Paese, la stampa italiana è in grado di informarla correttamente su quello che sta accadendo in Senegal? Vogliamo partire da qui per dare uno sguardo al mondo dell’informazione italiana, vista con gli occhi dei migranti. Vedremo che i nostri media lasciano molte lacune, che le comunità migranti stesse stanno colmando attraverso siti di informazione, blog, articoli sui giornali, ma anche con racconti brevi, saggi e romanzi che danno nuova linfa alla letteratura italiana.
“I guai del Senegal e di Youssou N’Dour”, “Senegal: Wade può candidarsi, no a Youssou N’Dour”. “Senegal: Youssou N’Douer escluso da elezioni, scontri a Dakar”. Questi sono i primi tre titoli che comparivano su Google il 2 febbraio scorso se nel motore di ricerca si digitava: “Senegal elezioni”. Il paese dell’Africa occidentale il prossimo 25 febbraio è chiamato alle urne per votare il nuovo presidente della Repubblica, una data importante per la nazione che dal 2000 è governata sempre dallo stesso capo di stato, ma sembra che in Italia se ne stia parlando solo perchè tra i candidati vi era il famoso cantante Youssou N’Dour. A rendere visibile la notizia sulle nostre agenzie di stampa poi ci sono stati gli scontri di questi giorni, dovuti alla decisione della Corte Costiuzionale senegalese di accettare la ricandidatura di Abdoulaye Wade. Se si fermassero a consultare la stampa italiana, gli oltre ottantamila senegalesi che vivono nel nostro Paese saprebbero solo che la star internazionale si era proposta alla guida del Senegal e che ci sono delle proteste violente, ma se non fosse stato per Youssou N’Dour e per gli scontri, la notizia sarebbe passata del tutto inosservata, come ha spiegato ai nostri microfoni il giornalista Pap Khouma, del sito di informazione Assaman.info. I senegalesi, ci spiega Khouma, sono comunque molto informati, grazie alle nuove tecnologie che permettono di collegarsi alle radio e alle televisioni locali e grazie ai blog gestiti dai migranti senegalesi stessi.
Di blog gestiti da singoli migranti ce ne sono tanti, da poco però ne esiste uno che raccoglie le loro voci e le pubblica in un’unica pagina. Si chiama ALMA blog, dove ALMA sta per “Alza la mano adesso”. ALMA, spiegano i fondatori di questa iniziativa, è un collettivo di scrittura composto da scrittori, blogger, giornalisti di varie origini residenti in Italia, che cerca di intervenire nel dibattito nazionalealzando la mano e dicendo: “Siamo qua anche noi e vogliamo dire la nostra”. Sul blog si trovano ogni giorno articoli e notizie su quanto accade in Italia ma anche commenti, brevi racconti, appunti sull’essere di origine straniera e vivere in Italia.
Oltre ai giornalisti e ai blogger di origine straniera, la letteratura italiana si sta arrichendo della presenza di saggisti, romanzieri e letterati che si cimentano in opere in lingua seconda. “Per molti fu una avventura, una lingua del tutto nuova, da imparare, una lingua neutra dove provare in qualche modo a ricreare gli echi della lingua madre” ha scritto l’autrice italo-somala Igiaba Scego. Patrizia Ceola è l’autrice di “Migrazioni narranti”. Edito da Libreriauniversitaria.it, il libro ricostruisce le fasi della letteratura scritta da autori africani in lingua italiana, dagli anni ’90, quando gli autori migranti scrivevano a quattro mani con giornalisti autoctoni, ad oggi. Pap Khouma, il giornalista e scrittore che avete ascoltato a inizio puntata, è uno dei primi protagonisti di questa nuova letteratura. Il suo primo libro “Io, venditore di elefanti” è stato pubblicato nel 1990, il suo ultimo, “Noi neri italiani”, nel 2010. “Non è stato facile, soprattutto per uno come me che l’italiano lo ha imparato in tarda età; ma oggi è diverso, molti scrittori sono emigrati in Italia quand’erano molto piccoli o sono figli di migranti nati qui, loro sono una risprsa unica perchè hanno la padronanza della lingua e il bagaglio culturale del proprio Paese”.
Ospiti della puntata: Pap Khouma, Karim Metref, Patrizia Ceola
In redazione: Andrea Cocco

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