L’Alchimista 15: debito pubblico o privato?

Il debito pubblico italiano, ormai è un dato assodato, non è sostenibile a lungo termine. Ammonta a oltre 1900 miliardi, costandone ben 85 ogni anno di interessi. Fino a quando il sistema finanziario ha goduto di una relativa stabilità i sistema del debito ha costituito un pozzo senza fondo per quanti incassavano gli interessi e per i grandi evasori fiscali. Nel momento in cui le banche, responsabili in buona parte del generarsi della crisi, hanno rischiato il tracollo sotto il peso delle bolle finanziarie, è intervenuta la Banca Centrale Europea, finanziandole al tasso agevolato dell’1%. Si è creato il paradosso di banche agevolate con tassi di prestiti agevolatissimi e di stati costretti a cercare liquidità a tassi di mercato (nel caso dell’Italia 6 o 7%). Gli stessi stati che si sono indebitati per salvare le banche dal fallimento.

“E’ questo uno dei paradossi più evidenti delle dottrine neoliberiste”, dice Andrea Baranes ai nostri microfoni, “fino a quando le cose funzionano il mercato si autoregola e lo stato non deve intromettersi negli affari. Quando qualcosa invece si incrina esigono che lo stato accorra a salvare speculatori e mercati.”

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