Libia: l’Italia continuerà a respingere i migranti

Nelle ultime settimane circa duecento somali sono partiti dalle coste libiche alla volta dell’Italia. 150 di loro sono sbarcati tra la Sicilia e Malta, mentre una delle barche su cui viaggiavano 55 persone è naufragata: il relitto è stato rinvenuto dalla marina libica a Misrata con un corpo a bordo, gli altri 54 sono ancora dispersi; i passeggeri erano tutti somali provenienti da un villaggio dove in questi giorni è in atto un combattimento tra le milizie armate e le forze dell’Unione africana. E’ probabile che tra poco le partenze verso l’Italia riprenderanno con maggiore intensità, come accade sempre a inizio primavera. Come si comporterà adesso l’Italia, che  dal 2008 ha adottato la politica dei respingimenti, rimandando indietro molte delle imbarcazioni che partivano dalla Libia? “E’ prematuro immaginare qualsiasi tipo di cambiamento” ha dichiarato il primo ministro Mario Monti interrogato da Gabriele Del Grande, autore del blog Fortress Europe. Il primo ministro italiano il 21 gennaio ha visitato Tripoli e dalle sue dichiarazioni non sembra emergere una volontà di cambiamento riguardo al tema immigrazione.”L’accordo di cooperazione con la Libia che ha portato all’attuazione di decine di respingimenti mi sembra più che confermato” ha osservato Gabriele Del Grande. Non esiste un dato esatto di quante persone siano state respinte in Libia dalle autorità italiane, la pratica dei respingimenti infatti è illegale e le uniche voci che hanno raccontato quello che è accaduto in questi anni nel Mediterraneo sono quelle dei migranti respinti. Intanto lIitalia attende il verdetto della Corte europea dei diritti umani, che nelle prossime settimane si pronuncerà sul ricorso che fecero 24 rifugiati politici eritrei e somali respinti in Libia nel 2009 dal nostro governo.
“Anche se sta per assistere a un boom economico straordinario, la Libia rimane un paese di transito” conclude Del Grande “il nuovo governo istauratosi dopo la morte di Gheddafi si è piu volte impegnato a contrastare le reti dei trafficanti di uomini e le partenze e l’efficacia di questa strategia è confermata dal fatto che da agosto le partenze verso Lampedusa si sono quasi azzerate, ma non possiamo sapere se tra poco le persone rinizieranno a partire”.

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