L’Alchimista_14: c’è debito e debito

Da più parti in Europa sono state promosse delle campagne per promuovere l’audit, vale a dire un processo di revisione del debito pubblico degli stati finalizzato a distinguere quante e quali parti di questi debiti siano state contratte per sostenere lo stato sociale e in generale lo sviluppo dei rispettivi paesi, e quante, al contrario, siano andate a finanziare speculazioni finanziarie, rendite, profitti di elite. “Rivedere il debito pubblico,” sostiene Andrea Baranes ai nostri microfoni, ” è prima di tutto una questione di democrazia. Se io sono un cittadino italiano, chiamato a pagare parte del debito pubblico del mio paese, ho prima di tutto il diritto di sapere come questo debito è stato contratto. Inoltre, condurre un’operazione di questo genere consentirebbe di sottrarsi alla retorica della crisi e dell’ineluttabilità dei tagli alla spesa sociale.”

Il ritornello secondo cui negli ultimi anni avremmo vissuto al di sopra delle nostre possibilità andrebbe quanto meno messo a verifica, per capire quanta parte del denaro pubblico sia stato effettivamente investito nella crescita del paese, come anche nel sostegno sociale. “Il problema”, conclude Baranes, “non sono comunque le pensioni, come vorrebbero farci credere. Benchè per avere dei dati definitivi sia indispensabile passare a revisione i conti con rigore, è già possibile tracciare un quadro di massima, secondo cui gran parte del debito pubblico del nostro paese sarebbe riconducibile alla corruzione, alle spese improduttive (come ad esempio quelle militari) e, non ultimo, al denaro immesso nel sistema bancario per evitarne il fallimento.”

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