L’Alchimista_13: alternative dentro la crisi

Abbiamo raccontato nelle scorse settimane e mesi quella che sembra essere la direzione in vista di un nuovo assetto della finanza e dell’economia globale. Assetto fatto sostanzialmente di saccheggio delle risorse comuni ed esproprio dei beni e dei diritti di cittadini, lavoratori e intere comunità, a favore della finanza internazionale e dei grandi gruppi. Sullo sfondo la crisi economica e di sistema che – invece di imporre un ripensamento dei meccanismi finanziari, speculativi e di interazione della finanza con l’economia reale – è stata usata come pretesto e grimaldello per accelerare sul terreno del rastrellamento di risorse da sacrificare alla voracità della finanza.

In tutto ciò non mancano però esperimenti interessanti che remano in direzione opposta, esperimenti, appunto, e quindi parziali, senza dubbio imperfetti, ma che vale la pena di raccontare. Oltre a esperienze consolidate quali i Gruppi di Acquisto Solidali, la Finanza Etica, il Commercio Equo e Solidale, esperienze che direttamente mostrano la strada per sottrarsi ai meccanismi del profitto e dello sfruttamento imposti dall’attuale sistema economico, stanno nascendo dei nuovi esperimenti che, fuori dalla retorica dell’austerità, e quindi della povertà e scarsità di risorse da destinare a settori apparentemente non primari, provano a immaginare forme diverse per attraversare la crisi globale. Uno di questi è rappresentato dal Teatro Valle Occupato, che ha lanciato proprio nei giorni scorsi, il 13 e 14 di gennaio, la campagna per la fondazione teatro valle bene comune.

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