A due anni da Rosarno nulla è cambiato

A due anni dalla rivolta di Rosarno, che portò l’opinione pubblica a conoscenza della drammatica situazione di vita e di lavoro cui sono costretti migliaia di lavoratori migranti in agricoltura, la situazione nella Piana di Gioia Tauro è sostanzialmente invariata.

Antonello Mangano, giornalista di terrelibere.org ed autore del libro Gli africani salveranno Rosarno, spiega ai nostri microfoni come non si possa comprendere quanto accade nella piana se non si capisce cosa accade in tutta la filiera dei prodotti agricoli. “La filiera, dalla produzione alla vendita diretta, è stratificata in diversi livelli, ognuno dei quali scarica verso il basso i costi della crisi. Le grandi catene e i grandi distributori non soffrono la crisi e anzi aumentano i propri profitti. Poi ci sono i piccoli e medi agricoltori e distributori, che arrancano. Poi l’anello più debole, i lavoratori migranti, ricattabili per via dell’assetto legislativo che li punisce in partenza. Nulla potrà mai cambiare a Rosarno se non cambia l’intero sistema. Inoltre bisogna indagare come stiano degenerando le condizioni di lavoro nel paese, anche in settori dove questa degenerazione è meno evidente che in agricoltura. Si può parlare addirittura di “rosarnizzazione” dell’economia e del lavoro. Se molti italiani non avessero il sostegno delle reti familiari vivrebbero nelle stesse condizioni di tanti lavoratori migranti.”

“Per quanto riguarda la situazione di Rosarno, i lavoratori continuano a vivere nelle baracche e nei rifugi di fortuna, sottoposti agli stessi trattamenti lavorativi di prima della rivolta. Difficile fare una stima del loro numero, dovrebbero aggirarsi intorno ai 2000, per metà provenienti da vari paesi dell’Africa, per l’altra metà dall’est Europa. Alcuni lavoratori provano ad affittare delle stanze, ma il prezzo che si trovano a dover pagare arriva anche a 500 euro al mese”, continua Antonello Mangano. E’ stato allestito un campo per 100 persone, per accedere al quale bisogna essere in possesso di permesso di soggiorno. “E’ una misura utile, perchè affronta, anche se parzialmente, una situazione d’emergenza. Al tempo stesso rappresenta una sconfitta e un paradosso, perchè prende atto di una situazione inaccettabile e prova ad affrontarla in superficie, senza toccare le cause profonde che la hanno generata, nè della potenzialità straordinaria che queste persone rappresentano per il futuro del nostro paese.

“Però”, conclude Mangano, “non bisogna focalizzare l’attenzione solo sul disagio, ma sottolineare la straordinaria dignità di questi lavoratori, che in questi anni hanno dato vita a più di una manifestazione per reclamare i propri diritti, che sono poi i diritti di tutti. Inoltre hanno inoltrato due lettere aperte, una ai rappresentanti di governo, l’altra ai cittadini rosarnesi. Queste persone rappresentano un’opportunità unica per il nostro paese.”

 

Top