Da una sponda a un’altra, in cerca dei dispersi

La sera del 10 gennaio, al Teatro della Cooperativa di Milano, un’iniziativa pubblica accenderà i riflettori sulla vicenda dei ragazzi partiti dalla Tunisia e scomparsi nel nulla. Secondo i dati raccolti da attivisti per i diritti umani e associazioni,  di coloro che hanno intrapreso la traversata verso l’Italia dopo la rivoluzione, circa mille sono dispersi. La campagna “Da una sponda all’altra: vite che contano – Dove sono i nostri figli?” supporta l’appello dei familiari di queste persone e promuove una serata per dare loro voce e visibilità, attraverso interventi, dibattiti e la proiezione di un film.

“Già da tempo chiediamo che i due governi, quello italiano e quello tunisino, attuino delle verifiche per capire se i dispersi siano arrivati in Italia” spiega Melissa, del collettivo 2511, tra le promotrici della campagna “ma fino ad oggi non abbiamo ricevuto risposta, per questo abbiamo organizzato questa serata, a cui farà seguito un sit-in previsto per il 14 gennaio davanti alla prefettura di Milano”. I familiari dei dispersi vivono ormai da quasi un anno in un orribile incubo, senza sapere che fine abbiano fatto i propri cari e non ricevendo nessuna risposta da parte delle istituzioni. “Riteniamo che lasciare scomparire così le persone significa discriminare tra persone che contano e persone che non contano. Vogliamo denunciare l’innalzamento delle barriere attuato dall’Unione Europea e fare tacere il silenzio del mare. Rivendichiamo la libertà di movimento, evidentemente espressa da chi ha finalmente riconquistato le proprie libertà” conclude Melissa.

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