Epidemia di razzismo

A Firenze due persone sono state uccise  brutalmente e altre tre stanno lottando in queste ore tra la vita e la morte all’ospedale di Careggi. L’assassino si chiamava Gianluca Casseri, un cinquantenne che dopo avere aperto il fuoco in pieno giorno in una delle piazze più centrali del capoluogo fiorentino si è rifugiato in un parcheggio sotterraneo e si è sparato in testa. Casseri era un ragioniere pistoiese; non solo, Casseri era anche un militante e un’attivista, frequentatore dei circoli di estrema destra più oltranzisti della Toscana; propagandava il nazismo e il negazionismo, amava i miti celtici e neopagani, scriveva articoli deliranti che inneggiavano alla xenofobia.  Le vittime invece si chiamavano Mor Diop e Modou Samb, di loro si può solo dire che erano persone, uomini che in comune avevano l’origine senegalese e la sfortuna di lavorare nella piazza che Casseri ha scelto per mettere in atto la sua furia omicida. Casseri il 13 dicembre in tasca non aveva solo la pistola, ma anche il porto d’armi. Perchè un ragioniere intriso di ideologie neonaziste possedesse un porto d’armi, nessuno lo sa.
Subito dopo la tragedia, la stampa nazionale si è affrettata a condannare “il gesto di un folle”, ma la comunità senegalese si è opposta: “Non scrivete che il killer era solo un pazzo”. Lo chiede a gran voce anche Mombaye Diop, cittadino romano di origini senegalesi. “La strage di Castel Volturno, le rivolte di Rosarno, il ragazzo senegalese ucciso per mano di un poliziotto a Civitavecchia nel 2009” ricorda Diop “se tutti i mandanti di queste stragi erano dei pazzi, allora significa che la società italiana è pazza. La vera patologia con cui abbiamo a che fare è il razzismo e queste sono le amare conseguenze di anni di politiche e messaggi xenofobi veicolati da persone che sono distanti anni luce dalla realtà di tutti i giorni”. “Non dimentichiamoci che il poliziotto che ha ucciso i suoi vicini senegalesi a Civitavecchia è stato assolto. Siamo sempre lì. Ci troviamo di fronte a una storia che non si riesce a dimenticare in cui la differenza la fa il colore della pelle. Vale la pena ricordare che anche gli italiani sono viaggiatori: in Senegal c’è una numerosa comunità di italiani ma nessuno perde la vita per il solo fatto di essere venuto nel nostro Paese”.
Sabato 17 dicembre una manifestazione indetta dalle realtà antirazziste partirà da Piazza Dalmazia, a Firenze, mentre domenica 18, in occasione della giornata mondiale di azione contro il razzismo, diverse iniziative si svolgeranno in tutta Italia, da Roma a Bologna a Catania.

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