Passpartù 08: Il mondo di domani

Prima risolvere la crisi finanziaria, poi quella sociale. Sembra questa la strada intrapresa dalla nuova classe dirigente italiana. Come se le due realtà, quella economica e quella attinente ai diritti umani, camminassero su binari diversi. In questa puntata di Passpartù ci proponiamo di dimostrare il contrario. La crisi che stiamo affrontando è globale e coinvolge settori incatenati tra loro, dalla questione economica a quella ambientale a quella sociale: affrontarne uno significa tenere in considerazione anche tutti gli altri.  Cercheremo di capire come stili di vita sostenibili possano influenzare i flussi migratori e quali doveri ha l’Italia verso le persone in fuga dai territori dove la crisi si è abbattuta in una forma violenta e devastante. Partiremo dalla cronaca di questi giorni, dal veliero affondato a largo di Brindisi con a bordo decine di migranti, per poi approdare a Durban, dove è in corso la conferenza mondiale sui cambiamenti climatici.

Ad aprile scorso la redazione di Passpartù veniva informata del rinvio di 84 persone  dal porto di Brindisi verso Patrasso. Avevamo provato a fare luce su questa vicenda e dopo un lungo e difficoltoso giro di telefonate eravamo  riuscite a dipanare la matassa: gli 84, di origine asiatica, erano arrivati a bordo di una barca a vela sulle rive di Roccella Jonica, in Calabria, e dopo una settimana erano stati deportati in Grecia, nonstante le nostre autorità non avessero prove certe sulla provenienza dell’imbarcazione. Scoprivamo anche che la vicenda non era unica nel suo genere ma che già in passato c’erano stati diversi casi simili. La nostra inchiesta non aveva avuto una grande risonanza, nonostante sollevasse questioni importanti: è stata data la possibilità a quelle persone di fare richiesta di asilo politico? Perchè sono stati respinti in Grecia pur in mancanza di informazioni sulla provenienza dell’imbarcazione? Chi sono i trafficanti che organizzano questi viaggi? Si è aspettato l’ennesimo incidente, questa volta più cruento del solito, per fare si che la notizia arrivasse anche sui media mainstream. Il 26 novembre un veliero proveniente dalla Turchia è affondato al largo delle coste salentine: due i morti accertati, molti i dispersi.
Non si hanno numeri su quanti siano i migranti arrivati sulle coste calabresi o pugliesi in questi ultimi anni, quello che è certo è che stanno aumentando esponenzialmente. Dai dati che abbiamo raccolto, mentre in tutto il 2010 gli arrivi sono stati circa una ventina, solamente dal 1 gennaio all’11 maggio 2011 le imbarcazioni di migranti approdate su quelle coste sono state diciotto. Quello che sta accadendo ci impone una riflessione sulle modalità di accoglienza che dobbiamo necessariamente prevedere per chi fugge da aree di crisi e cerca asilo nel nostro territorio, come per tutti coloro che sono giunti sulle nostre coste durante il conflitto in Libia, per fuggire alle violenze o perchè costretti dalle milizie di Gheddafi a salpare alla volta dell’Europa.  In queste ore Melting Pot sta diffondendo un appello per il rilascio di un titolo di soggiorno per motivi umanitari a questi richiedenti asilo, che sono stimati sui 25 mila.
Il fenomeno migratorio si lega anche con le questioni ambientali. Francesca Terzoni e Stefano Bettera sono gli autori della “La tempesta migratoria,” un libro che propone una riflessione su cambiamenti climatici, fenomeni migratori e modelli economici sostenibili. Nello studio la soluzione individuata per fare fronte alla realtà sociale e ambientale di oggi è quella della “decrescita selettiva”: riconvertire l’inquinante in sostenibile.

Ospiti della puntata: Francesca Terzoni, Stefano Bettera, Neva Cocchi
Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati e Elise Melot

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