L’Alchimista_08: la fine dell’Euro?

Fino a poco mesi fa sembrava improponibile anche solo ipotizzare la disgregazione dell’area euro. Oggi le condizioni sembrano essere mutate, al punto che le principali banche ed istituti di credito mondiali mettono a punto delle previsioni che simulano lo scenario della fine della valuta unica europea. Il New York Times, ripreso dai principali quotidiani mondiali, sottolinea che diversi istituti di credito, quali Merrill Lynch, Barclays Capital e Nomura nel corso della scorsa settimana hanno pubblicato decine di rapporti che analizzano le possibili conseguenze di questa ipotesi sul piano finanziario. “Il problema”, sostiene Andrea Baranes ai nostri microfoni, “non è tanto che si ipotizzi la fine dell’Euro. Un dibattito laico sulle conseguenze della sua introduzione, che per esempio ha impedito ai paesi in difficoltà di bilancio di svalutare la moneta, sarebbe anche sano. Quello che è inaccettabile è che le uniche preoccupazioni nel ventilare questa come altre ipotesi, sia il contraccolpo che si potrebbe dare sul piano dei mercati finanziari. La vita e i diritti di milioni di persone sono costantemente messi da parte dal dibattito pubblico”.

Parallelamente Germania e Francia mettono sul piatto l’ipotesi di un nuovo trattato che regoli i rapporti tra i membri dell’unione. Il nuovo trattato, da stilare da zero, non sarebbe una revisione di quelli attualmente in vigore, e coinvolgerebbe solo i 17 paesi dell’eurozona, escludendo quanti fanno parte dell’unione senza aver avuto accesso alla moneta unica. La prospettiva di un’Europa a due velocità, da almeno un paio d’anni sostenuta dalla Germania, si fa sempre più concreta.
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