Roma: Aggressione al centro Ararat

Tavoli rotti, sedie all’aria e vetri in frantumi. La notte del 26 novembre il centro socio-culturale Ararat, nel cuore di Roma, è stato oggetto di una violenta aggressione a danno di un gruppo di rifugiati politici kurdi, minacciati da più di trenta uomini armati.

L’aggressione è avvenuta verso le undici di sera. una trentina di uomini armati di bastoni di ferro a volto scoperto ha tentato di fare irruzione nel centro, nel quartiere Testaccio, costringendo i rifugiati politici kurdi lì ospitati a chiudersi dentro la sede. Gli aggressori hanno ripetutamente minacciato i kurdi intimandogli di non uscire più da Ararat e di non farsi vedere per il vicino quartiere di Testaccio, che ospita numerosi locali notturni.  L’episodio sembrerebbe una “spedizione punitiva” organizzata dal giro dei buttafuori di alcuni tra questi locali, infastiditi dalla presenza di alcuni rifugiati nelle vicinanze. “Una aggressione dettata dall’ignoranza di alcune persone” ha commentato Said, un frequentatore del centro che ha assistito alla vicenda “che si approfottiano della debolezza di altre”.”Vogliamo fare luce sulla vicenda” ha aggiunto l’associazione Senza Confine, che collabora con Ararat “e capire chi sono i reponsabili di questo ignobile atto di violenza”.
Il centro socio-culturale Ararat è nato spontaneamente nel 1999 per dare accoglienza ai rifugiati politici e riempire un vuoto creato dalle istituzioni italiane. Più tardi il centro è stato riconosciuto e acquisito dal Comune, a cui i responsabili del centro pagano un affitto.

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