Passpartù 06: Dispersi

Hanno lasciato le loro famiglie in Tunisia più di sette mesi fa per salpare alla volta dell’Europa, ma dopo la partenza si è persa ogni traccia di loro. Qualcuno dice siano trecento, qualcun’altro cinquecento, altri ancora li stimano in oltre seicento.  Le famiglie stanno facendo di tutto per sapere che fine abbiano fatto, mentre le istituzioni italiane e tunisine rimangono immobili. In questa puntata di Passpartù parliamo con i familiari dei dispersi e con chi li sta aiutando.

Faouzi lavora a Genova da molti anni, è sposato con un’italiana e ha due figli. Faouzi a marzo aspettava l’arrivo di suo fratello, che lo avrebbe aiutato nel suo negozio di frutta e verdura, ma il fratello non è mai arrivato. Kautar vive vicino a Parma con sua mamma. Ogni giorno aspetta notizie di suo fratello, partito a marzo alla volta dell’Italia e mai arrivato da lei. Noureddine vive in Tunisia, ha visto suo figlio salire su una barca il 30 marzo scorso e poi non ha avuto più notizie di lui .  Ha provato a rivolgersi a tutte le autorità competenti ma lo Stato tunisino non gli ha mai dato nessuna informazione utile, allora Noureddine si è rivolto anche all’ambasciata italiana e lì gli hanno chiesto le impronte del figlio, ma il Ministero degli interni tunisino si è rifiutato di dargliele.

Le storie di queste persone sono giuunte a noi grazie alla denuncia fatta da Federica Sossi, docente all’università di Bergamo e curatrice del sito storiemigranti.org.   Durante uno dei suoi ultimi soggiorni in Tunisia, a giugno, Federica è venuta a conoscenza della vicenda dei ragazzi scomparsi ed è stata lei una delle prime a parlarne in Italia e a cercare di fare qualcosa per aiutare le famiglie dei dispersi; quando ha cercato di fare luce sulla vicenda però si è trovata di fronte un muro di gomma: nè in Italia nè in Tunisia le istituzioni erano disposte a fare qualcosa per trovare questi ragazzi, così ha escogitato lei un sistema che potesse essere efficace per rintracciare i dispersi. Si tratta di un semplice incrocio di  dati, che comprterebbe un minimo sforzo collaborativo da parte dei due Paesi e consentirebbe di dare una risposta ai familiari dei dispersi, in Tunisia infatti le carte di identità sono con le impronte digitali e in Italia esistono i rilievi dattiloscopici dei migranti identificati o detenuti. “Chiediamo  che i parenti dei dispersi possano fare una domanda al Ministero degli esteri tunisino affinché fornisca le impronte digitali al Ministero degli interni italiano e a questo chiediamo di rispondere” spiega Federica Sossi. La richiesta è esplicitata anche in un appello che sta circolando in questi giorni.

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Ospiti della puntata: i familiari dei dispersi (Faouzi, Kautar, Noureddine), Federica Sossi, Hamadi e Rebecca Kreiem

Un ringraziamento a Khaldoun e Amel

Passpartù è un programma a cura di Elise Melot e Marzia Coronati

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