Nigeria: “La Shell deve pagare”

In occasione della serata “Nigeria: il petrolio scorre dove la terra sanguina”, prevista per il 22 novembre al cinema Aquila di Roma, Amnesty International presenterà il nuovo rapporto  “La vera tragedia: ritardi e mancanze nella gestione delle fuoriuscite di petrolio nel Delta del Niger”. Il report descrive le due fuoriuscite di petrolio del 2008 a Bodo, la zona del Delta del Niger dove viveva l’attivista Ken Saro Wiwa.

Dopo quell’incidente, causato da un malfunzionamento dell’impianto di proprietà della multinazionale Shell, per settimane si sono riversati migliaia di barili di petrolio al giorno sul territorio, devastando la zona.  “La Shell non ha ancora ripulito niente” denuncia Laura Renzi, di Amnesty International “e gli abitanti della zona hanno gravi problemi di salute causati proprio dall’inquinamento dell’area”.

Amnesty International chiede alla Shell di rendere conto del proprio operato a Bodo, di ripulire le fuoriuscite di petrolio, di pagare un adeguato risarcimento alla comunità locale e che l’azienda devolva una quota iniziale di un miliardo di dollari da destinare a un fondo per la bonifica di tutto l’Ogoniland. Amnesty chiede anche al governo nigeriano un rafforzamento della regolamentazione dell’industria di estrazione del petrolio. “Anche la società civile può fare molto” conclude Laura Renzi “supportando la campagna di pressione sulla Shell di Amnesty, mettendo una firma o partecipando attivamente”.

Ascolta anche l’intervista alla Campagna per la riforma della Banca mondiale, sul report “Il Delta dei veleni”

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