L’Alchimista_06: l’irrazionalità dei mercati

L’uscita di scena di Berlusconi è stato salutato dai mercati con un’iniezione di fiducia. Fiducia rivolta anche nei confronti di Mario Monti, premier designato e persona cara alla finanza internazionale, evidentemente più in grado di quanto non fosse Berlusconi, di portare a termine il programma di tagli e privatizzazioni imposto da FMI e BCE. Eppure lo stesso giorno dell’investitura di Monti le Borse di mezzo mondo subiscono una nuova battuta d’arresto. Secondo Andrea Baranes questo è dovuto alla totale irrazionalità dei mercati, dove vendite e acquisti sono quasi sempre dettati da dati umorali e dall’abitudine degli investitori ad accodarsi alle tendenze. Un motivo in più, oltre naturalmente all’inaccettabilità che siano i mercati a stabilire agende politiche dei singoli paesi e persino i leader deputati ad attuarle, per non affidare i propri destini ai desideri della finanza. Finanza che, giova ricordarlo, è la principale responsabile della crisi. Quindi le soluzioni andrebbero ricercate nel mondo della finanza stessa. Per esempio con l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, una piccola tassa che non inciderebbe affatto sugli investimenti a lungo termine, ma che arginerebbe i fenomeni speculativi che tanto influenzano la stabilità delle nostre economie. Inspiegabilmente l’Italia è tra i pochi paesi europei in cui questa misura non è neanche al vaglio.

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