Nigeria: Il Delta dei veleni

Si terrà a Roma il 22 novembre l’incontro “Nigeria, il petrolio scorre dove la terra sanguina”. Amnesty International, Campagna per la riforma della Banca Mondiale (CRBM) e Aktivamente promuovono una serata-evento dedicata ai diritti umani e all’ambiente nel Delta del Niger, la regione della Nigeria più ricca di petrolio, ma anche la più povera e degradata dal punto di vista ambientale. Video, fotografie e letture racconteranno l’impatto delle multinazionali petrolifere nella nazione africana. Nel corso della serata, che avrà luogo presso il cinema Aquila del quartiere Pigneto, sarà presentato il rapporto a cura di CRBM dal titolo “Il Delta dei veleni”. “Nel report si parla di inquinamento della terra, dell’acqua dell’aria” racconta Elena Gerebizza, tra le autrici dello studio, “ci siamo trovati di fronte a situazioni paradossali: nel luogo da cui escono ogni giorno piu di due milioni di barili di petrolio che vanno verso i mercati di consumo, incluso quello europeo, si vive in una situazione di degrado ambientale e sociale allarmante”.

Il 20% del petrolio venduto sul mercato interno in Europa viene dalla Nigeria, ma la maggior parte della popolazione del Paese africano non si arrichisce, anzi, si fa sempre più povera. Con la crisi economica mondiale che stiamo vivendo la situazione si complica sempre più, le compagnie petrolifere stanno dando una spinta molto forte per estrarre l’ultimo petrolio rimasto, inquinando ulteriormente la terra. “Oggi le comunità che vivono nel Delta del Niger sono costrette a comprare alimenti prodotti da altre parti perchè la terra non si riesce più a coltivare. Si opera sempre cercando di risparmiare al massimo sula gestione degli impianti, arruginiti e spesso soggetti a perdite, con conseguenze negative sull’ambiente. Basterebbe fare una buona manutenzione per migliorare la qualità della vita dei nigeriani” conclude Gerebizza. In Nigeria opera anche la nostra compagnia di bandiera Eni, presente nella nazione sin dagli anni ’60, con impatti fortemente negativi, come ha riscontrato CRBM nel corso della sua missione. Nel report sono elencate una serie di richieste delle comunità locali del Delta, la richiesta principale è quella di smettere con l’estrazione del petrolio.

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