Firenze: storie di sfratti e violenze impunite

Il 3 dicembre 2004 Malika, cittadina italiana e marocchina residente a Firenze, subiva un violentissimo sfratto. Malika era al sesto mese di gravidanza, quel giorno venne bloccata e strattonata da cinque uomini che le praticarono due iniezioni per sedarla. I farmaci ebbero effetti dannosi sul feto, effetti che ancora oggi si ripercuotono sulla salute della figlia di Malika, portatrice di una grave malformaizone celebrale. Dopo essere stata buttata fuori di casa, Malika fu accompagnata al reparto di psichiatria di Santa Maria Nuova, dove venne sottoposta a un trattamento sanitario obbligatorio (Tso) mai convalidato da nessuno. Il 12 ottobre scorso il medico legale e l’ufficiale Giudiziario, imputati di “violenza privata” e “lesioni personali in concorso di reato” sono stati assolti e il caso è stato archiviato. Ma Malika non si arrende e assieme al suo avvocato decide di fare ricorso in appello e riaprire il caso. In solidarietà con lei il collettivo antipschiatrico Artaud e il movimento lotta per la casa di Firenze hanno promosso un presidio a piazza San Firenze, previsto per sabato 12 novembre, alle dieci e trenta del mattino.
“E’ormai prassi effettuare Tso senza convalida” commenta Diego, del collettivo Artaud. “La storia di Malika è un caso emblematico di questo abuso di potere. Non esisteva nessuna condizione per effettuare questo trattamento. Malika è stata sfrattata con l’arma della psichiatria”. Basta andarsi aleggere la diagnosi fatta dall’ospedale di Santa Maria Nuova il giorno dello sfratto per rendersi conto dell’assurdità di questa storia: <Agitazione psicomotoria in caso di sfratto>. “Un diagnosi ridicola. Il Tso è stato fatto per mandare via la Malika da quella casa”.
“A Firenze oggi ci sono centinaia di persone che non riescono a pagare l’affitto della loro casa e che vengono sfrattate per morosità, come è accaduto a Malika “spiega ai nostri microfoni Lorenzo Bargellini, del Movimento lotta per la casa “il numero delle case popolari sono pochissime in rapporto alle domande. INoltre mancano le strutture di accoglienza per i rihcedenti asilo, costretti ad occupare o a vivere per strada”.

Per partecipare al presidio in solidarietà con Malika, l’appuntamento è alle 10,30 del 12 novembre a piazza San Firenze, Firenze

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