L’Alchimista_04: La cura è peggio del male

Nelle ultime settimane le pressioni degli organismi europei, tanto politici quanto economici, nei confronti dell’Italia, hanno subito una decisa accelerazione. Pressioni che vanno tutte nella direzione di esigere dal nostro paese impegni credibili rispetto al raggiungimento del pareggio di bilancio. Se nelle scorse puntate ci siamo concentrati sul pareggio di bilancio stesso, “scoprendo” che non si tratta dell’unica soluzione possibile (esistono ad esempio accreditate ipotesi di default selettivo e controllato), in questa proviamo a capire qualcosa di più della natura delle misure economiche che dovrebbero portare al risanamento del debito. Misure che, è quasi ridondante ripeterlo, consistono nell’applicare ricette neoliberiste e nell’attaccare violentemente i diritti, il reddito e il welfare di lavoratori e cittadini. “Passaggi pericolosi, oltre che inaccettabili dal punto di vista sociale”, sottolinea Andrea Baranes del CRBM. “Tramite queste misure è molto probabile che si inneschi una spirale recessiva molto più seria e duratura di quella che stiamo attraversando. Inoltre è piuttosto ridicolo che per affrontare una crisi imputabile ad un eccessivo potere della finanza, si lavori per dare ancora maggiore spazio e peso alla finanza stessa.” Timori e ragionamenti che non sembrano essere al centro delle preoccupazioni della classe politica italiana come degli altri paesi europei. In Italia governo e opposizioni parlamentari, con delle differenze superficiali, sembrano più che intenzionati a seguire i dettami della Bce.

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