Tunisia: in testa Al Nahda, in serata i risultati definitivi

E’ ormai in dirittura d’arrivo lo spoglio dei voti dei tunisini, rallentato dalla forte affluenza, si profila la vittoria del partito islamico “Al Nahda” (Il Rinascimento) che potrebbe aver raggiunto il 40% delle preferenze in patria dopo aver conquistato la metà dei seggi in palio per i tunisini all’estero. Gli avversari politici del partito islamico hanno pagato l’eccessiva frammentazione dovuta anche alla legge elettorale proporzionale che, se da una parte favorisce la partecipazione di tutte le componenti politiche all’Assemblea Costituente, certo non ha favorito alleanze ed accorpamenti, anche se i progressisti hanno già annunciato un alleanza successiva alle elezioni. Oltre a qualche sporadica manifestazione contro Al Nahda, accusata di aver comprato voti attraverso sussidi ed aiuti alle zone depresse del paese, tutti gli schieramenti riconoscono la regolarità delle elezioni e si dichiarano pronti ad accettarne i verdetti. In serata si conoscerà la composizione dell’ Assemblea che avrà il compito di scrivere la nuova costituzione tunisina ed indire elezioni legislative e presidenziali al più presto, chi tra gli oltre 11.000 candidati avrà conquistato uno dei 217 seggi in palio nelle prime elezioni libere della storia tunisina.

El Nahda è un partito islamico nato alla fine degli anni ’80 e da allora quasi sempre oggetto della repressione delle autorità di Tunisi che ne hanno arrestato o esliato migliaia di militanti. Il partito del rinascimento si proclama democratico e si paragona ai partiti democristiani italiano e tedesco. El Nahda è alla ricerca di una via Tunisina che abbia più a che fare con i modelli di stato laico turco o indonesiano piuttosto che con le monarchie confessionali del golfo. Significativa l’accoglienza tributata al premier turco durante il suo recente tour nei paesi della primavera araba, quando migliaia di sostenitori del Nahda e lo stesso Ghannouci,
leader del partito islamico, hanno atteso l’arrivo di Erdogan all’aeroporto.

Durante la campagna elettorale Ghannouci ha affermato di non voler tornare indietro sui diritti civili conquistati dai tunisini, la Tunisia è tra i più laici dei paesi arabi, ed ha rassicurato le donne sul loro ruolo nella nuova Tunisia in caso di vittoria, dimostrandosi sensibile alle preoccupazioni espresse dalla società civile tunisina e dalla comunità internazionale riguardo alla lealtà democratica del partito del Rinascimento. Tuttavia sembra che i discorsi tenuti nelle moschee dai sostenitori del Nahda fossero di ben altro tenore, dimostrando una certa distanza tra la base e la dirigenza del partito e provocando accuse di ambiguità da parte degli avversari. La campagna elettorale di El Nahda è stata intensiva e giocata anche sull’elargizione di sussidi, regalie e sulla promessa di maggiori stanziamenti per gli indigenti in caso di vittoria. Il grande dispiego di risorse ha alimentato le voci di finanziamenti esteri, in particolare dagli stati del Golfo. In politica economica il partito del rinascimento è favorevole all’apertura all’economia di mercato, in contrasto con le ideologie socialiste e panarabe che permeano gran parte dei partiti che hanno partecipato alle elezioni costituenti.

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