L’Alchimista_03: da Berlino a Parigi non si passa per Roma

 

Il sodalizio tra Francia e Germania nell’affrontare la crisi che mette in discussione la stabilità economica e politica dell’Europa, esce rafforzato dal Consiglio Europeo del 23 ottobre. Durante la conferenza stampa Angela Merkel e Nicolas Sarkozy non sono riusciti a trattenere delle complici risate di fronte ad una domanda a proposito dell’affidabilità dell’Italia e sulla reale capacità del governo italiano di tener fede alle promesse fatte. Quali sono le motivazioni che uniscono Francia e Germania nel tentativo comune di imporre le proprie ricette agli altri paesi? E quali sono queste ricette? Come mai, ancora, l’Italia è esclusa da questo livello decisionale?

Il presidente Berlusconi ha nuovamente garantito il proprio impegno nella direzione del pareggio di bilancio. Per ottenerlo, in linea con le richieste provenienti tanto da Bruxelles quanto da Parigi e Berlino, tagli alle pensioni, allo stato sociale, ai diritti dei lavoratori e dei cittadini in senso più ampio. Se anche il pareggio di bilancio fosse effettivamente un obiettivo ineludibile, tesi contestata da numerosi economisti di fama internazionale, non si potrebbero cercare altre strade per perseguirlo? In primo luogo lavorare sulle entrate e non solo sulle spese: solo a titolo d’esempio l’Italia è uno dei pochi paesi europei a non aver messo in discussione tassazione delle transizioni finanziarie. Poi sarebbe interessante capire perchè quando si ragiona di tagliare le spese non si alluda mai alle spese militari o destinate a grandi opere di dubbia utilità.  Sempre a titolo di esempio,  l’Italia si appresta a spendere circa 15 miliardi di Euro per acquistare dei nuovi caccia-bombardieri e altrettanti 15 miliardi per portare a termine i lavori della contestatissima TAV Torino Lione.

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