L’Alchimista_02: Differenziare il debito

Il dogma secondo cui onorare il debito sovrano degli stati sia una procedura ineludibile è assunto in maniera univoca da tutte le forze istituzionali che governano i paesi europei. Tra i vari argomenti a sostegno di questa tesi c’è la considerazione secondo cui parte del debito sia detenuto da piccoli e medi risparmiatori, che vedrebbero i risparmi di una vita azzerati da un eventuale default degli stati. In realtà la situazione è più complessa e bisognerebbe studiare a fondo quanta parte dei debiti sovrani è realmente in mano ai singoli risparmiatori e quanto invece sia nei forzieri di banche e istituti finanziari. In linea teorica – molti economisti eminenti indicano questa come possibile via d’uscita dall’indebitamento degli stati – è possibile tracciare una mappa del debito stabilendo cosa pagare e cosa no. Altro elemento problematico da affrontare risiede nel fatto che parte di questo debito sia in mano di fondi pensione, la qual cosa significa direttamente che una eventuale insolvenza degli stati andrebbe a colpire la copertura previdenziale di molti cittadini. Non esistono quindi soluzioni facili e lineari, ma l’esempio di diversi  stati del sud, tra i quali l’Argentina e l’Ecuador, indica che sottrarsi dal debito è una strada percorribile. Intanto assistiamo all’agonia della Grecia, che, avviata ormai verso un fallimento che dai più viene ritenuto inevitabile, viene tenuta in vita artificialmente per consentire agli istituti bancari che ne detengono il debito, in gran parte francesi e tedeschi, di sfilarsi dalle perdite che da questo default deriverebbero. Una situazione che presto potrebbe interessare anche il nostro paese.

 

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