Non comprate quelle mele

Grazie alle lotte dei lavoratori stagionali iniziate quest’estate a Nardò, in Puglia, il caporalato diventa un reato penale. “Ma non basta” dicono i protagonisti di questa battaglia. “Continueremo a farci sentire; prima di tutto boicottando i prodotti raccolti dai lavoratori sfruttati. E la prossima estate bloccheremo l’intera produzione”. Yvan Signet è uno studente di ingegneria e vive a Torino. Quest’estate si è messo alla ricerca di un lavoretto e ha deciso di partire per Nardò e lavorare nei campi. Una volta arrivato nel paesino, si è accorto che le condizioni di lavoro che gli venivano proposte erano molto diverse da quelle che si aspettava. “Non ci venivano forniti nè guanti nè scarpe adatte a quel lavoro. C’erano dei caporali che venivano nel centro di accoglienza dove dormivo e ci ingaggiavano solo a patto che gli lasciassimo i documenti originali, spesso queste carte si perdevano ma nessuno diceva niente”. Yvan Signet è sconvolto. Ci racconta tante altre cose, l’obbligo di comprare al caporale il panino per il pranzo a 3 euro e 50, i cinque eruro spesi ogni giorno per farsi trasportare ai campi. “Non era sfruttamento quello, ma riduzione alla schiavitù. Ho scoperto un’altra Africa, anzi era peggio dell’Africa”.

Signet è stato uno dei protagonsiti dello sciopero che ad agosto ha fatto incrociare le braccia a centinaia di lavoratori. “E’stato grazie alla sensibilizzazione che siamo riusciti a trovare il coraggio di scioperare, è stato quando abbiamo iniziato a sapere quali erano i nostri diritti e a capire che era necessario rivendicarli”. Oggi la battaglia dei lavoratori stagionali ha salutato la sua prima vittoria: il caporalato è diventato reato, punibile con multe salatissime e fino a otto anni di carcere e il trasporto dai centri ai campi il prossimo anno sarà pagato dai Comuni. Ma la lotta non finisce qui. “Il caporalato non è solo la persona che va nei campi di accoglienza a ingaggiare i braccianti, ma caporale è tutto il sistema, anche le aziende”.

Oggi i braccianti che hanno manifestato, disseminati in tutta Italia, hanno aperto un blog, un posto dove scambiarsi idee e mettersi d’accordo per fare iniziative comuni . “Abbiamo un grande piano per il prossimo anno. Il prossimo passo della nostra lotta sarà quello di fare presidi permanenti in tutti i campi per bloccare le informazioni fare informazione e sensibilizzazione nei supermercati affinchè le persone non comprino i prodotti, cosicchè tutti sappiano quello che accade nelle campagne italiane” conclude Yvan Signet.

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