Migranti tunisini: scadono i permessi di soggiorno. E ora?

Stanno scadendo in questi giorni i permessi di soggiorno per motivi umanitari rilasciati ai cittadini tunisini arrivati in Italia lo scorso aprile. Se non ci saranno proroghe migliaia di persone dovranno scegliere tra la clandestinità o il rimpatrio in una terra in cui il processo di democratizzazione è solo agli inizi.

Degli undicimila che hanno ottenuto il permesso di soggiorno temporaneo previsto dall’articolo 20 del TU, oggi non si sa quanti sono riusciti a trovare un’occupazione nel nostro paese (condizione necessaria per poter ottenere un nuovo permesso di soggiorno), ma associazioni, centri di accoglienza e sportelli legali per i diritti dei migranti tracciano un bilancio negativo di questi sei mesi di “accoglienza”. “Dopo sei mesi di soggiorno autorizzato le persone si trovano in una situazione molto simile a quando sono arrivati. Abbandonati a loro stessi o parcheggiati in strutture di accoglienza che altro non sono che dormitori, non hanno beneficiato di nessun tipo di percorsi per l’autonomia” denuncia Neva Cocchi, dell’associazione Ya Basta di Bologna “chi di loro era riuscito a trovare delle offerte di lavoro non è riuscito a perfezionare un contratto perchè i datori non conoscono il permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari e non si fidano, molte agenzie di lavoro interinale si sono anche rifiutate di inserire i nominativi nei database sostenendo che con quel permesso non si poteva lavorare”.

Per chi rimarrà senza permesso di soggiorno, l’alternativa alla clandestinità è il rientro in un paese, la Tunisia, in cui il processo di democratizzazione sta muovendo solo ora i suoi primi incerti passi. “Basterebbe seguire ad esempio le indicazioni dell’ultimo rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, dove si raccomanda agli Stati di destinazione di attivare ogni misura di regolarizzazione esistente per scongiurare le detenzioni o i rimpatri” conclude Neva Cocchi “particolarmente insidiosi per il rispetto dei diritti dei migranti poiché i paesi di origine ed in generale i paesi del Nord Africa non sono ancora – e non lo sarà la Tunisia nemmeno dopo le elezioni del 23 ottobre – nella condizione di rispettare, proteggere e garantire i fondamentali diritti economici, sociali e culturali dei cittadini emigrati”.

Per la continuità del diritto di soggiorno l’associazione Ya Basta ha avviato una campagna “Dignità non clandestinità” a cui si chiede ai cittadini di “adottare” il rinnovo di un permesso di soggiorno di un cittadino tunisino, di farsi cioè garanti del suo diritto a poter continuare a stare in Italia in maniera regolare, costringendo le autorità a a motivare un eventuale rifiuto dell’istanza davanti a tutti coloro che hanno adottato le spese della procedura.

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