“Ho trovato un rifugio lì”. Storie quotidiane di combattenti

“Ho trovato un rifugio lì. Pezzi di cammino in esilio”. Così si chiama il libro scritto a quattro mani da Michel Agier e Sara Prestianni, della rete francese Migreurop. Gli autori hanno svolto una ricerca sui luoghi non luoghi dove vivono centinaia di persone in Italia, Francia e Grecia. “Il libro è nato dalla volontà di andare a guardare da vicino realtà di cui avevamo spesso sentito parlare” racconta ai nostri microfoni Sara Prestianni “la cosa particolare è che tutti i posti che abbiamo visto sono stati distrutti dalla polizia ancor prima che il libro fosse stato pubblicato”. Dal campo di Patrasso alle occupazioni di Anagnina e Casilina a Roma, dal canal Saint Martin a Parigi alla famigerata jungle di Calais: le realtà raccontate nel libro sono luoghi di transito ma anche di rifugio, nate dalla mancanza di accoglienza dell’Europa.”I migranti, che siano rifugiati o no, non sono desisderati e si cerca di renderli invisibili” conclude Prestianni. Il libro, edito dalla Donner Lieu, vanta quattro tipi di scritture doverse: un’analisi antropologica sulla tendenza a cercare rifugio in maniera collettiva; uno stile di inchiesta frutto delle visite ai posti; la storia dell’erranza, in cui la parola è lasciata ai migranti che raccontano in prima persona il loro percorso da combattenti; infine la fotografia, che non accompagna solamente il testo ma vuole avere una sua vita autonoma, scatti del quotidiano, da cui emerge la dignità di queste persone, costrette a uno stile di vita degradante.

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