Castel Volturno: verità e bugie a tre anni dalla strage

Era il 18 settembre 2008 quando sei migranti furono trucidati a colpi di mitra in una strada di Castel volturno. A tre anni da quella strage, l’anniversario è stato commemorato con una serie di eventi, tra cui la proiezione di un film che ha fatto indignare la comunità migrante locale. Intanto nel casertano i migranti continuano ad arrivare, sono soprattutto profughi in fuga dalla Libia in cerca di protezione.

In occasione del terzo anniversario della strage che nel 2008 costò la vita a sei persone di origine africana, a Castel Volturno è stato proiettato in anteprima il film La Bas, premiato in questi giorni al Festival di Venezia.La pellicola, che racconta quella strage e la vita quotidiana a Castel Volturno e dintorni, non è piaciuta ai migranti che vivono in quel territorio, nè tanto meno a chi si batte da anni per i diritti dei migranti, come gli attivisti del centro sociale Ex-canapificio di Caserta. “Come hanno confermato anche i giudici nel corso del processo, concluso con quattro ergastoli e l’aggravante camorrisitico e di odio razziale, non c’era nessuna connessione tra le sei vittime e le bande criminali che operano sul territorio” spiega Mimma, dell’Ex-Canapificio “nel film La Bas invece emerge tutto il contrario”.
Oggi la situazione è ancora più complicata. A seguito della guerra in Libia infatti nel casertano si sono riversate centinaia di persone, per lo più originarie dall’Africa subsahariana. Vivono in alberghi isolati, in attesa di una protezione umanitaria che nessuno sa se arriverà.

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