Cefalù: tragedia in mare

Il 3 settembre una imbarcazione su cui viaggiavano una trentina di persone è affondata a sessanta miglia dall’isola di Cefalù. Secondo le indagini della polizia greca, le vittime sono diciannove. Secondo le fonti ufficiali i passeggeri erano di origine pakistana.

Da quando il governo greco ha aumentato i controlli nella regione di Evros, lungo la frontiera greco-turca (grazie anche al supporto dell’Unione Europea) i migranti che tentano di entrare in Europa sono costretti a sperimentare nuove e pericolosissime strategie per aggirare i controlli.

A Evros, dove sono stati istallati cinque centri di detenzione per migranti, la situazione è ogni giorno più complicata. Il 28 agosto nel centro di detenzione di Fylakio i detenuti hanno dato fuoco ai materassi e un migrante è stato portato in ambulanza al centro medico della città più vicina, Orestiada.
Nonostante le numerose denunce portate avanti da legali e medici che sono riusciti ad entrare nei centri di dentenzione, le condizioni di vita dei detenuti continuano ad essere inaccettabili.

Proprio in questi giorni il giornale tedesco Berliner Zeitung ha pubblicato la prima fotografia del fossato che fa parte del progetto di costruzione della barriera anti-migranti, finanziata dall’Unione Europea, che dovrebbe estendersi per dodici chilometri lungo il confine.

Top