La Capretta 05: Su e giù dal palcoscenico.

 

GLI USA DIECI ANNI DOPO L’11/9

Il teatro mette coraggiosamente fine alla santificazione delle vittime di Ground Zero con “The Mercy Seat”, che debuttò a Broadway il 12 dicembre del 2002. Storia di due amanti che vengono creduti morti nel crollo del WTC e approfittano della tragedia per fuggire dalle rispettive prigioni coniugali e rifarsi una vita insieme, The Mercy Seat riscosse un grande successo di pubblico e sonore bastonate da parte della critica ufficiale. La vulgata governativa ha infatti aspramente condannato qualsiasi rappresentazione della tragedia che non desse per assodata l’assoluta irreprensibilità morale delle vittime, elevate al rango di martiri, e con potere retroattivo a quello di santi in terra, anche prima dell’11 settembre. Nella realtà, fuori quindi dalla rappresentazione, questo approccio ha dato vita a degli autentici paradossi e a delle profonde ingiustizie, come quella subita dall’unica vittima “non ufficiale” delle Torri Gemelle, una giovane dottoressa di origine indiana, il cui stile di vita, giudicato non conforme all’immagine uficiale, fu assunto a valore probatorio,  portando i giudici a concludere che fosse stata assassinata da un accompagnatore occasionale o fuggita di sua spontanea volontà….In nessun altro caso di morte presunta legata al WTC (e non sono pochi, data la natura e l’entità dell’evento) era stato fatto riferimento alle inclinazioni sessuali della vittima né mai era stata avanzata l’ipotesi di un allontanamento volontario.

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