Cacciatori di terre

La corsa ai terreni fertili del sud del mondo
Si dice land grabbing, letteralmente accaparramento di terre, e consiste nell’acquisto o affitto di intere porzioni di territori di stati africani, asiatici e sudamericani da parte di altri stati o di investitori privati. Un fenomeno che negli ultimi anni ha visto una crescita impetuosa, soprattutto a partire dal 2008 quando, con il crack dei subprimes e la crisi finanziaria, enormi quantità di capitali si sono spostati verso investimenti più sicuri. La terra è diventato un asset finanziario su cui istituti di credito, agenzie specializzate e speculatori hanno iniziato a giocare al rialzo e al ribasso. Insieme a loro ci sono però anche i governi di diversi stati, interessanti ai terreni dei paesi in via di sviluppo con obiettivi più concreti.
Cina, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, ma anche Libia e Svezia…. nella classifica dei più attivi compratori di terra figurano sia i paesi emergenti che gli stati industrializzati e le esigenze sono spesso diverse. La Cina, ad esempio ha bisogno di produrre alimenti per sostenere l’impetuosa crescita economica e demografica. Per i paesi del Golfo invece si tratta spesso di una scelta strategica: quella di risparmiare le esigue riserve d’acqua attingendo altrove. C’è poi chi al posto di coltivare generi alimentari si è buttao sul business dei biocombustibili.
Per tutti l’obiettivo è di trovare grandi appezzamenti di terre fertili, prezzi abbordabili e leggi permissive in materia di investimenti esteri.
Le offerte del resto non mancano. Il Sudan tanto per fare un esempio, ha ceduto alla Corea del Sud 700 mila ettari di terra, la Tanzania 500 mila all’Arabia Saudita, la Repubblica Democratica del Congo più di 8 milioni di ettari al Sud Africa.
La caccia alle terre è un autentico business e nei prossimi anni, con la prevista crescita dei prezzi delle derrate agricole sui mercati internazionali, l’affare promette grandi guadagni a chi investe. Ne parliamo con:

Henk Hobeink, agronomo olandese della Ong GRAIN
Roberto Sensi, dell’Organizzazione non governativa MAIS
Sofia Monsalve, dell’organizzazione non governativa FIAN
Antonio Onorati, del Centro internazionale Crocevia

Cacciatori di terre è uno speciale radiofonico realizzato con il sostegno e la partecipazione dell’organizzazione non governativa M.A.I.S. nell’ambito del progetto “Creating Coherence”, promosso insieme alle organizzazioni FairWatch di Genova, Xarxa de Consum Solidari di Barcellona, Both ENDS di Amsterdam, Za Zemiata di Sofia e Protect the Future di Budapest.

 

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