La Capretta 01: Il nemico in agguato

Prima puntata di un ciclo di otto che verrà pubblicato nell’arco dell’estate. A dieci anni dall’attacco al World Trade Center è opportuna una riflessione sulle conseguenze, culturali, economiche, oltre che militari e geopolitiche, di questo evento cruciale (e delle strumentalizzazioni che ne sono state fatte) che ha segnato la nostra epoca.

Il programma è a cura di Bianca Cerri, in collaborazione con la nostra agenzia.

Un’ultima nota introduttiva va dedicata al titolo della trasmissione, “LA Capretta”. Ironicamente, ma con un evidente valore simbolico, abbiamo voluto riprendere il titolo del libro – My Pet Goat, appunto – che George Bush stava innocentemente leggendo ai bambini di una scuola elementare nel momento dell’attacco alle due torri.

In questa prima puntata della “Capretta” ci siamo posti una domanda basilare: come hanno reagito i “cittadini comuni” all’atmosfera di cordoglio generalizzato scaturita dagli avvenimenti dell’11 settembre 2001? Cercando quanto più possibile di evitare la retorica, abbiamo poi voluto dare un’idea di come la pressione mediatica che ha insistito sulla presenza di un “nemico in agguato” abbia modificato le abitudini degli statunitensi, arrivando persino a mettere fine al mito
dell’on the road, che aveva ispirato espressioni artistiche e stili di vita per oltre un secolo. Infine, ci è sembrato doveroso ricordare che dopo l’11 settembre le nuove politiche sulla “sicurezza nazionale” hanno causato la morte di migliaia di migranti nelle zone desertiche al confine tra Messico e Stati Uniti e portato alla devastazione di interi paesi.

Top