Una flotta per i profughi

Tra i mesi di febbraio e giugno 2011, la guerra in Libia ha causato lo spostamento di un millione di persone. In 500 000 hanno trovato riparo in Tunisia, 300 000 in Egitto e 70 000 in Niger. Lo affermano l’OIM e l’ACNUR. La Tunisia e l’Egitto attraversano un momento politico molto particolare ma hanno accolto tutte queste persone. Molti profughi erano lavoratori in Libia e sono stati rimpatriati. Tra le persone in fuga della Libia, c’erano anche dei rifiugiati, provenienti dal Corno d’Africa o dalla Costa d’Avorio, rimasti intrappolati nel paese nord-africano dopo l’entrata in vigore dell’accordo siglato tra l’Italia e il paese di Ghedafi. Ora sono bloccati in dei campi in Egitto o in Tunisia. Esiste un programma di reinsediamento, promosso dall’ACNUR, ma sono pocchi i paesi disposti ad accogliere i profughi sul loro territorio. Notevole l’assenza totale dei paesi europei, che preferiscono siglare accordi migratori con i poteri di transizione dei paesi della sponda sud del mediterraneo piuttosto che far valere i diritti dell’uomo di cui vogliono essere i rappresentanti.

Moneta di scambio tra i paesi europei e i paesi nord-africani, questi profughi sono oggi utilizzati da Ghedafi, che costringe migliaia di persone ad andarsene a bordo di barche di fortuna verso Lampedusa. Altri hanno pagato ciffre salate per salire a bordo di una barca, che a volte non è arrivata a destinazione. Cosi’, da febbraio sono più di 2000 le persone che hanno trovato la morte nel canale di Sicilia. La NATO, le cui barche da guerra si trovano in zona, insieme a quelle di Frontex, è stata più volte accusata di omissione di soccorso da parte di diverse organizazzioni. Nell’indifferenza generale, centinnaia di persone muoiono in quel braccio di mare.

“Vogliamo denunciare questa situazione e l’attitudine delle autorità europee”, ci ha raccontato Filippo Miraglia, della Rete Migreurop, “organizzando una flotta incaricata di monitorare le acque del canale di Sicilia e mettendo le autorità davanti alle loro responsabilità”. L’idea è stata lanciata durante l’incontro anti-razzista di Cecina, a fine giugno. I promotori hanno pubblicato un appello diretto a tutti coloro che vogliono partecipare all’iniziativa per fare si che essa sia operativa nell’autunno : cercasi barca, fondi e volontari.

Leggi l’appello di Migreurop

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