Migranti tunisini: stop a detenzione e rimpatri

Il Tribunale di Napoli ha sospeso il provvedimento di espulsione notificato ai tunisini che si trovavano all’interno del centro di identificazione ed espulsione di Santa Maria Capua Vetere. “Finalmente un risultato positivo, ma la battaglia legale non è ancora finita” commentano gli attivisti del centro sociale di Caserta ex-Canapificio.
La vicenda dei tunisini rinchiusi nel centro di Santa Maria Capua Vetere è ormai nota a molti. Dopo giorni all’interno della tendopoli, dove vivevano in condizioni disumane, questi ragazzi avevano fatto richiesta per il riconoscimento della protezione internazionale di Caserta, ma solo uno di loro l’aveva ottenuto. L’8 giugno poi un incendio avvenuto all’interno della struttura ha portato alla chiusura e al sequestro del Cie e le novanta persone che si trovavano al suo interno sono state trasferite nei centri di accoglienza per richiedenti asilo di Foggia e Crotone e nel cie di Bari.

Il 24 giugno  i giudici del Tribunale di Napoli  hanno sospeso l’efficacia del provvedimento di espulsione notificato ai tunisini in seguito al diniego della Commissione Territoriale di Caserta per il riconoscimento della protezione Internazionale. “Ciò vuol dire che finalmente i tunisini potranno beneficiare di un permesso di soggiorno ex art. 35 del d.lgs. 25/2008 della durata di 6 mesi, valido per lavoro e rinnovabile fino alla conclusione del ricorso” è stato il commento entusastico degli attivisti dell’Ex-Canapificio di Caserta, che hanno seguito la vicenda sin dall’inizio, “quindi tutti quelli che sono ancora rinchiusi nei Cie potranno finalmente uscire ed avere un pò di libertà!”. “Ricordiamo che la battaglia legale però non è ancora finita” concludono ” e invitiamo  tutti a dare un contributo per la costituzione del fondo legale che permette di continuare a difendere e tutelare i diritti e la dignità di queste persone”.

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