Freedom Flotilla: ultimi preparativi in attesa di salpare

Per voce del suo inviato presso l’Onu, il governo israeliano fa sapere di essere determinato a bloccare in ogni modo la Freedom Flotilla 2. “Israele ha tutta l’intenzione e la capacità di fermare la missione navale diretta verso la Striscia di Gaza” ha detto ieri il delegato israeliano alle nazioni Unite Ron Prosor precisando che “Israele ha il diritto all’autodifesa”. Ma nonostante le pressioni del governo di Netanyahu e le minacce, che proseguono da diversi mesi, si stanno oramai concludendo i preparativi per la partenza delle 10 imbarcazioni che tenteranno di rompere l’assedio di Gaza e di portare merci e materiali per la ricostruzione. Negli ultimi giorni gli attivisti si stanno radunando in Grecia da dove, la località esatta è tenuta segreta, il 28 o il 29 giugno è prevista la partenza delle imbarcazioni. “Siamo pronti a salpare” spiega da Atene Angela Lano dell’agenzia Infopal “A meno che all’ultimo minuto non intervengano le autorità greche”. Su pressione israeliana, il governo di Atene ha sconsigliato ai propri cittadini di non imbarcarsi sulla flotta, seguendo così l’esempio di altri governi europei. E vista l’offensiva a tutto campo lanciata dalla diplomazia israeliana, non è da escludersi un ultimo tentativo da parte delle autorità greche per bloccare o ritardare il viaggio della flotta. In attesa della conferenza stampa di lunedì, promossa ad Atene dagli organizzatori, si sta concludendo anche la definizione degli equipaggi. A complicare le cose c’è sicuramente il ritiro della Turchia dalla missione e la decisone di far rimanere all’ancora la Navi Marmara, l’imbarcazione che lo scorso anno fu arrembata dai corpi speciali israeliani con il bilancio di 9 civili uccisi. “Il ritiro della Navi Marmara non ha inciso” spiega Angela Lano ” ma sicuramente ha creato problemi per la riduzione dei posti a disposizione. Gli attivisti pronti a partire” prosegue, ” sono moltissimi, ma le navi sono solo 10. La volontà c’è, mancano le navi”.

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