Babush 37: l’acqua dopo il voto

Il 2 e 3 luglio il movimenti per l’acqua si riuniscono a Roma per capire i prossimi passi dopo il successo al referendum. Dopo aver protato 27 milioni di italiani al voto la prima sfida che attende i comitati promotori per il sì è quella di rendere effettiva la ripubblicizzazione dell’acqua. Il referendum da solo non basta, sottolineano i promotori, ora c’è bisogno di un’autentica riforma legislativa in materia di gestione idrica. Il punto di partenza è la proposta di legge popolare consegnata insieme a 400 mila firme nel 2007. Una proposta che giace nei cassetti delle commissioni parlamentari e che ruota attorno a due principi fondamentali: da un lato la necessità che a gestire l’acqua siano enti di diritto pubblico e non società per azioni, dall’altro che a farsi carico degli investimenti necessari non siano gli utenti attraverso le bollette ma lo stato attarverso investimenti pubblici e la fiscalità generale. Nonostante il successo del 13 giugno questi principi e la stessa volontà popolare espressa con il voto sono oggi messe in discussione dalle manovre messe in atto dal governo e dalla stessa opposizione. Il 22 giugno la maggioranza d governo ha votato all’interno del decreto sviluppo una norma che introduce l’Agenzia dell’acqua. Un ente che alla luce del referendum è
inutile, spiega Paolo Carsetti, in quanto ricalca l’impostazione sancita dalla legge Ronchi. Sul fronte opposto a preoccupare è la scelta del Partito democratico di riproporre il disegno di legge presentato nell’autunno del 2010 e con il quale si lascerebbero di fatto le porte aperte ai privati in materia di gestione.

Ospiti della puntata:

Paolo Carsetti, Forum italiano dei movimenti per l’acqua
Bengasi Battisti, sindaco del comune di Corchiano (VT)
Margherita Ciervo, Comitato Pugliese Acqua Pubblica

 

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