La Grecia verso una nuova settimana di mobilitazioni

Gli indignati greci non smobilitano la piazza e dopo la grande affluenza di domenica preannunciano nuove manifestazioni in vista del voto di fiducia al governo di Papandreou, previsto per martedì, e dell’approvazione giovedì di un nuovo piano di austerità con un taglio da 28 miliardi di euro. Nella notte di domenica i ministri europei delle finanze si sono detti disponibili ad erogare l’ultima tranche del prestito da 100 miliardi di euro concesso nel 2010, a patto però che il parlamento greco si esprima giovedì a favore dei tagli. “I tagli non portano a nulla”, commenta Argiris Panagopoulos giornalista della rivista Epikera. “Nessuno dei piani imposti fino ad ora dall’Ue e dal Fondo monteario internazionale ha funzionato. Il problema non è tanto la capacità o meno del governo greco di diminuire il deficit e aumentare le entrate, ma sono gli stessi piani di austerità, che così come elaborati semplicemente non funzionano”. Una posizione espressa chiaramente anche da piazza Syntagma ad Atene e dalle altre piazze che in questi giorni si sono mobilitate in giro per la Grecia e che mettono al centro delle loro richieste quella di farla finita con i diktat dell’Europa e del FMI. “La gente vuole che il governo se ne vada e il Fmi se ne vada. Le piazze chiedono una nuova legge elettorale, che metta fine a questo bipolarismo forzato. Nessuno si sente più rappresentato da questi partiti”. Prova ne è il voto il nuovo piano dei tagli, che oltre alla riduzione di salari e diritti, prevede la liberalizzazione di interi settori dell’economia pubblica. Dalle telecomunicazioni, all’acqua, all’energia elettrica, il piano che sarà sottoposto giovedì al parlamento di Atene darebbe il via libera all’acquisizione delle principali società di stato che oggi erogano i servizi fondamentali per i cittadini. Dietro le quinte ci sono gli interessi di grandi compagnie europee, come la Deutsche Telekom per le telecomunicazioni o le aziende francesi per i servizi idrici.

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