Emergenza abitativa rom: la denuncia di 21 luglio

L’allarme è stato lanciato dall’associazione 21 Luglio, alla quale si sono rivolti i genitori di Raul, Fernando, Patrizia e Sebastian, i quattro bambini rom morti nel rogo della loro barracca di via Appia lo scorso 6 febbraio. Dopo il dramma, il comune li ha sistemati in una struttura in cui vivono gli uni su gli altri, come testimonia un video girato dall’associazione. Per separare gli spazi e assecurare a ciascuno un minimo di intimità, hanno dovuto appendere dei lanzuoli al soffitto e i bambini non possono avere uno spazio loro. Eppure, dopo la tragedia, le istituzioni avevano assicurato a Elena e Edei, i genitori dei bambini scomparsi, di trovargli un alloggio sicuro e dignitoso, come denunciano insieme a 21 luglio. Dopo il dramma, gli attori politici avevano infatti annunciato in coro di fare di tutto per migliorare la loro situazione abitativa ma anche quella degli altri rom costretti a vivere in baraccopoli nella capitale. Quattro mesi dopo il dramma, Elena e Edei si sentono abbandonati dalle istituzioni, rilegati in strutture precarie.

Top